Il 22 bianconero ha dichiarato «Sono molto contento di essere a Torino .La Juventus è un grande club e qui hanno giocato grandissimi campioni, è davvero fantastico farne parte per un ragazzo come me che ha appena compiuto 23 anni».
«Ho visto molte partite del campionato italiano, si gioca un bel calcio e ci sono molti talenti, alcuni dei quali militano proprio nella Juventus, quindi sarà fantastico essere al loro fianco e anche poter tornare a lavorare con Claudio Ranieri. E’ stato mio allenatore a Valencia, conosco il suo carattere e il modo di concepire il calcio, penso sia un grande tecnico».
«Sono un lottatore a cui piace pressare. Il mio obiettivo è quello di diventare un grande centrocampista e alla Juventus posso farcela. Questa per me sarà un’esperienza fondamentale, un passo importante per la mia carriera».
Il settimanale “New Yorker” lo definisce «il Michael Moore italiano» e gli dedica sette pagine “Beppès Inferno” con un lungo articolo di Tom Mueller.
Secondo Technorati il suo blog è l’ottavo sito più cliccato al mondo. Il Dalai Lama, dopo le rinunce del Papa e di Prodi ad incontrarlo, si incontra con il comico. Raccoglie in un giorno 350.000 firme e propone un referendum popolare. Il governo Prodi cade a seguito della sfiducia e lui annuncia liste civiche in tutta Italia.
Lui intervistato da Sky tg24 sulla situazione italiana dichiara: «Certo, c’è stato un golpe qua. Hanno sfasciato un referendum, hanno preso per il culo tutti. Guardi – prosegue nel suo intervento – la sinistra ora vuole fare una legge elettorale, giusto? Beh, l’otto settembre se lei va a vedere la petizione delle legge popolare che abbiamo depositato in cassazione su tre punti: che erano togliere i pregiudicati dal Parlamento, due mandati e poi a casa, voto di preferenza del cittadino al proprio politico. Era la legge elettorale, il cambiamento della legge elettorale. Se Veltroni avesse avuto un briciolo di leggera, leggerissima intelligenza, appendeva il cappello lì, faceva suoi gli obiettivi del V-day, ne faceva gli obbiettivi della sinistra, io mi ritiravo, andava avanti e avrebbe vinto al 98 per cento. Invece in due anni hanno fatto l’indulto».
Il comico genovese annuncia liste civiche entro due anni: «Aspettiamoci un pò di tafferugli, poi tra due anni le liste civiche dal basso. Cominceranno i cittadini ad andare nei comuni, dai comuni andranno alle regioni e dalle regioni andranno in Parlamento, ci vuole un pochino di tempo. Guardiamo avanti, andiamo avanti, il presente è da dimenticare».
… io credo che si continui a sottovalutare la questione Grillo!
Sul sito web costituentedemocratica.net è stata lanciata la sottoscrizione online della lettera al Presidente della Repubblica – pubblicata pochi giorni fa dai promotori del referendum Guzzetta, Segni e D’Amico – in cui si chiede che prima delle eventuali elezioni anticipate, si tenga il referendum sulla legge elettorale. Qui potete andare direttamente alla pagina di sottoscrizione della lettera.
Ieri sera, durante il consiglio diocesano dell’Azione Cattolica, lo sconforto era tangibile.
La situazione del paese, la caduta dell’amico Prodi, il resoconto di un Consiglio Nazionale a Genova preoccupante, l’ironia su Mastella, il timore di ciò che potrà avvenire e la speranza di un colpo di scena.
Poi torni a casa e scopri che la Fuci continua a sostenere il referendum, e che sul sito web dell’Azione Cattolica c’è un intervento di don Giuseppe Masiero, assistente nazionale del Settore Adulti di AC, che forse non ti aspetti:
(…) Bisogna essere miopi a non riconoscere che il debito pubblico obiettivamente è diminuito, la lotta all’evasione fiscale ha raggiunto risultati brillanti e l’intesa con le componenti sociali positivamente conclusa, poteva avviare la ridistribuzione del reddito alle famiglie, seriamente preoccupate nell’arrivare a fine mese. L’ottica del bene comune viene così compromessa nell’interruzione dell’attività governativa.
(…) Non è nostro compito entrare nei dettagli di un programma governativo, ma non si può non riconoscere la dignità, la competenza, la lealtà e la pazienza in una difficilissima navigazione politica del presidente del Consiglio Romano Prodi; non sempre si può o si deve vincere, ma un cristiano è chiamato ad attraversare il mare aperto, tra gli scogli del potere con una laicità esigente, animata interiormente dallo spirito evangelico. Vivere da “Cittadini degni del Vangelo”, amando la nostra comunità, ma desiderandola sempre più vicina, come ci ricorda il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, “al cuore della povera gente”, può farci scoprire che è quanto siamo deboli, che diventiamo forti; infatti è attuale l’esortazione di S. Paolo: “Tutto io posso in colui che mi da forza”.
Chi ha diminuito il debito pubblico, non poteva ridurre la gravità preoccupante delle “strutture di peccato” che incombono come macigno nell’oggi della politica. La gratitudine è rara anche tra gli amici nell’arena politica più attenta alle prestazioni muscolari che alle argomentazioni convincenti.
E vai a dormire nella speranza che l’Azione Cattolica Italiana continui, nonostante questi tempi difficili, ad essere espressione dell’autonomia dei laici… fedeli nella Chiesa e cittadini di questo Paese.
Il Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, ha annunciato le sue dimissioni “irrevocabili”: “Non potevo essere fattore di divisione. Mi dimetto per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani”. (video)
Si è dimesso, tra i cannoli siciliani.
Ha festeggiato con i cannoli la sua condanna. Festeggerà oggi con i cannoli le sue dimissioni. Lo ha annunciato il fratello Silvio.
Nonostante la sentenza, di primo grado, a 5 anni di condanna con l’accusa di favoreggiamento semplice (ha favorito singoli mafiosi) e l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena aveva annunciato: “Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro”.
Ieri sera il governo ha avviato la procedura per la sospensione di Salvatore Cuffaro da presidente della Sicilia.
Solidale con lui tutto il suo partito, l’Udc. Casini, Buttiglione, Cesa… nei giorni scorsi hanno espresso la loro solidarietà ai giornali e Tv. Hanno preso le distanze Miccichè e Dell’Utri, avranno altro a cui pensare. Berlusconi & C. lo hanno invitato a continuare il suo lavoro.
Ora inonderanno l’informazione con nuove dichiarazioni di solidarietà, applaudiranno alla dignità e al senso dello Stato, attaccheranno nuovamente la magistratura. Inizia la sinfonia il leader dell’Udc Pierferdinando Casini che esprime «un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia». Segue Cesa.
Insomma, Totò Cuffaro c’ha provato e questa volta l’ha fregato la golosità.
Le possibili mosse “politiche”? Pare che l’Udc si stia preparando a candidare il condannato Cuffaro alle prossime elezioni nazionali. La parola ai cittadini siciliani.
In tanto le buvette di Camera e Senato stanno già ordinando scorte di cannoli siciliani. Non si sa mai.
vota:
PS. Riguardo al post “Le Iene: Stop al servizio su Mastella” ecco la dichiarazione audio di Alessandro Sortino a Radio Capital … “Voi volete sapere se Mediaset ha censurato questo servizio per motivi politici? E’ una domanda retorica. Cioè, è ovvio.”
Alessandro Sortino denuncia «Mediaset impedisce la messa in onda questa sera del mio servizio sul viaggio a Ceppaloni con il mio scambio con il figlio del ministro Mastella, Elio».
«Sono stato diffamato dal figlio di un ministro e da un ministro – insiste Sortino – e la mia azienda non mi permette di dirlo. Non ci sono più le condizioni per fare le Iene, cioè la libertà e la leggerezza».
“Nel pezzo, giudicato equilibrato anche dai miei capi – aggiunge la “iena” – raccontavo con la mia telecamera quello che realmente è accaduto, con immagini in più rispetto a quelle riprese da Sky Tg24. Se fosse andato in onda, si sarebbe visto che non ho fatto alcuna illazione sul lavoro del figlio di Mastella. Sono arrivato quando si stava già sfogando con alcuni giornalisti della carta stampata. L’unica domanda che gli ho fatto riguardava il patrimonio immobiliare, la casa acquistata a prezzi di favore. Altre domande che si sentono nel filmato, peraltro legittime, sono state fatte dal giornalista di Sky”.
Il filmato in questione è il famoso incontro-scontro tra Sortino ed Elio Mastella, che spopola in rete da qualche giorno. Il capoautore del programma, Davide Parenti, aveva annunciato nei giorni scorsi che il servizio sarebbe andato in onda integralmente. Di parere diverso l’azienda Mediaset che ritiene il servizio non equilibrato.
In diretta i conduttori Paolo, Luca e Ilary, pronunciando una frase a testa, hanno annunciato: «A questo punto avrebbe dovuto andare in onda il servizio di Alessandro Sortino sul figlio di Mastella, di cui forse avete sentito parlato nei giorni scorsi, ma il nostro editore ha preferito non mandarlo in onda. Noi non siamo d’accordo ma la decisione finale non spetta a noi. Sortino è uno dei più grandi giornalisti che ci sono».
Il filmato, oltre ad essere andato in onda su Sky Tg24, è andato in onda anche a Porta Porta, ospite Clemente Mastella, il 21 gennaio.
Dai tanti link che ho inserito, è possibile verificare che il video, è ovunque e chissà in quanti l’hanno già visto. Chissà perchè non ci sia concesso vedere il servizio di Alessandro Sortino.
Insomma, a 24 ore dalla caduta del Governo Prodi, c’è già chi lavora per un futuro alleato?
E’ una idea che sta girando in rete. Ed io la rilancio.
Non possiamo permettere che la piazza sia monopolizzata dalla destra(foto).
E dobbiamo essere riconoscenti a Prodi, in questo momento che tutti stanno facendo lo scaricabarile.
Non mi rassegno. Allo champagne versato in Senato… preferisco i tortelli in casa con parenti e amici. Alla volgarità e la violenza di qualche senatore “da Ceppaloni”… scelgo la pacatezza e la saggezza. Agli occhiali sa sole e il maglioncino rosso al collo, sopra la giacca e la cravatta, portati in Senato come se si passeggiasse in Versilia… appoggio la compostezza, la sobrietà.
Agli atei devoti, al cattolicesimo usato per scopi politici, alla fede urlata in piazza… scelgo l’esempio di Dossetti, La Pira, Carretto, Lazzati, Moro, il cattolicesimo democratico e tutto il suo patrimonio culturale e sociale.
Al tradimento del voto dei cittadini da parte di Mastella, Barbato, Dini, Scalera, Fisichella e Turigliatto… applaudo alla coerenza, alla lealtà e al rispetto delle istituzioni e dei cittadini del Governo Prodi.
Tutti davanti a Palazzo Chigi, allora. Oggi dalle 10.30 in poi… e questa sera a Bologna (video dell’arrivo). Per manifestare la nostra solidarietà a Romano Prodi.
I romani cerchino di essere in molti. Partecipate con cartelli e tutto ciò che ci viene in mente…
Lo so che è tardi, ma se facciamo girare la notizia…
“Sono qui per il rispetto che nutro per il Parlamento, e per ribadire la necessità di continuare a operare per un futuro di sviluppo. La mia non è testardaggine, ma coerenza”. (..) ”Ogni crisi va affrontata a viso aperto, e non nei corridoi, c’è un luogo dove questo deve avvenire, e si chiama Parlamento”. Romano Prodi, Presidente del Consiglio
“Quell’autentico guerriero che corrisponde al nome di Romano Prodi, ha deciso di andare al Senato a chiedere la fiducia”. Oliviero Diliberto, Comunisti Italiani
“Con chi oggi vota contro la fiducia sono impossibili alleanze future. Trovo giusta e condivisibile la scelta della parlamentarizzazione, in modo che tutto sia chiaro. Il voto di fiducia al Senato, che noi ci aspettiamo abbia esito positivo, in ogni caso renderà trasparente la scelta di chi come noi ha deciso di mantenere il patto assunto con gli elettori e il sostegno a Prodi e chi, per un motivo o per l’altro, ha tradito quel patto”. Dario Franceschini, Partito Democratico
ore 20:45
senatori presenti 319, votanti 318, maggioranza 160 favorevoli 156, contrari 161 il senato non approva.
Festeggiando a Palazzo Grazioli con deputati e senatori, Berlusconi chiede elezioni. Ovvio.
Beppe Grillo lancia le liste civiche per un Nuovo Rinascimento.
Il romantico Mastella, l’elegante Barbato, lo smemorato Fisichella (ex di An, candidato da Rutelli), Scalera, Dini… Avranno il coraggio di ricandidarsi? E chi avrà il coraggio di votarli? Chi avrà il coraggio di allearsi con questi cinque?
La Costituzione “rappresenta più che mai, nella sua comprovata validità, un patrimonio comune. Nessuna delle forze oggi in campo può rivendicarne in esclusiva l’eredità, né farsene strumento nei confronti di altre. Possono solo tutte insieme richiamarsi ai valori e alle regole della Costituzione, e insieme affrontare anche i problemi di ogni sua specifica, possibile revisione”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso alle Camere riunite, in occasione della cerimonia per celebrare i sessant’anni della Costituzione.
Tornatore non ce l’ha fatta, ma questi giorni potrebbero servire per una buona sceneggiatura da Oscar.
Il Governo è in crisi a causa di un uomo che ha messo i suoi interessi personali (e futuro politico con o senza Berlusconi) davanti a quelli del Paese.
Guarda caso, mentre l’uomo di Ceppaloni annunciava in conferenza stampa l’uscita dal governo, il Card. Bagnasco, all’apetura del lavori della CEI, sottolineava che in Italia, dopo che si sono bloccati “lo slancio e la crescita anche economica”, ci sono in giro “piuttosto paura del futuro e un senso di fatalistico declino”. “Sembra circolare una sfiducia diffusa e pericolosa”. L’Italia è un paese che “si presenta sempre più sfilacciato”, “frammentato”, al punto da apparire ridotto addirittura “a coriandoli”.
Il presidente della Cei ha anche elencato la ricetta per salvare l’Italia: rivedere la legge sull’aborto, rinforzare i salari, no alle coppie di fatto, la sicurezza sul lavoro, il voto dei politici cattolici secondo i dettami della Chiesa.
Senza dimenticare l’adunata ruiniana in Piazza San Pietro sotto la finestra del Santo Padre. L’ennesimo gesto di un cardinale che divide i cattolici invece che unirli. Politici accorsi non per l’Angelus, ma per dimostrare piena solidarietà al Papa che non ha voluto partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico a La Sapienza. Non per un momento di preghiera, ma per sfruttare, per l’ennesima volta, la fede esclusivamente per scopi politici. Mancando di rispetto al valore della religione e alla laicità dello Stato.
Chissà se tutti quei politici che domenica mattina erano in prima fila difronte alle telecamere dei Tg, se ricordano le parole di Benedetto XVI: “Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro: mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza, sono mani che non sono sporcate con la corruzione e con tangenti. È puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perché non conosce doppiezza” (1° aprile 2007).
Chissà se tutti quei politici domenica prossima e quella ancora, e quella dopo ancora, saranno nuovamente all’Angelus.
Intanto c’è chi pretende di andare al voto con questa legge elettorale. Annullando così una possibile riforma dell’attuale porcellum o il referendum (vuole votare il referendum l’85% degli italiani) .
Per i sondaggi, un ipotetico centro è al 12%. Casini, Pezzotta e Mastella si preparano a ricattare chiunque vinca le elezioni.
Per l’Oscar, possiamo riprovarci il prossimo anno. Di materiale c’è ne!
Mastella, ex-ministro ed indagato, questa sera in conferenza stampa annuncia che l’Udeur esce dal governo di centrosinistra dicendo “basta!”.
Il suo partito, di cui, ad oggi, 22 esponenti sono indagati, voterà contro la fiducia al governo Prodi.
Ai giornalisti risponde ”La maggioranza non c’è. E’ finita. Per noi è crisi di governo”.
Non tratta, non negozia, non accetta mezze misure, perchè Clemente Mastella si presta ad iniziare una nuova stagione: quella del centro, auspicando la compagnia di Pezzotta, di vecchi amici come Ciriaco De Mita e Bianco e di tutti gli esponenti che dalla Margherita si sono trasferiti nel Pd e oggi sono a disagio.
Tutto questo, dice, per il bene del paese e invoca elezioni anticipate come atto di purificazione difronte alle difficoltà del paese. L’Udeur con i suoi 3 senatori e 10 deputati detta l’agenda all’intero Parlamento e all’Italia tutta.
In realtà l’unico obiettivo è di non rischiare nè una nuova legge elettorale, nè il refrendum… eventi entrambi pericolosi per un partito dell’1,5% che vuol governare con chiunque vinca le elezioni. Dopotutto bastano 3 senatori per ricattare un governo. Così, se si andrà al voto, ci ritroveremo con un altro governo, presieduto da Berlusconi & C., ma sempre con Clemente Mastella ministro. Forse ha ragione Beppe Grillo.
Ultimata la conferenza stampa, prima di tornare al fortino di Ceppaloni, Clemente corre a registrare la puntata di Porta a Porta di questa sera.
L’impegno con gli elettori può essere tradito, quello preso con Vespa deve essere rispettato. Dopotutto Mastella è uomo d’onore, e gli italiani lo ricorderanno. Forse.