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Pd, odiosi i battibecchi laici-cattolici

Febbraio 26, 2008

Libertà e giustizia – Comunicato stampa, 26-02-2008

Lo scontro fra “cattolici” e “laici” all’interno del Partito democratico non è soltanto normale dialettica o semplice fibrillazione. E’ una litigiosità che ripropone una decrepita divisione volta esclusivamente ad ottenere posti e poltrone nella guerra delle candidature. LeG invita Veltroni a ricomporre l’odioso battibecco: è ineludibile il rispetto delle decisioni prese e sottoscritte da dirigenti e militanti che d’ora in poi hanno il dovere di accettarle oppure devono dimettersi.

Riproporre nel partito nuovo gli insopportabili scontri per la  visibilità e per il potere è un errore gravissimo.

Discutere se i “cattolici” del Pd in Parlamento debbano essere 100 o 130 o 150 oppure se sono troppi o troppo pochi i nove radicali concessi da Veltroni è assolutamente allucinante, anacronistico e incomprensibile alla maggior parte degli elettori. Le divisioni tra bande restino confinate tra le tifoserie calcistiche; un partito che si dica nuovo non ha bisogno di dare nomi e quote a tutte le sue anime, nel rispetto della Costituzione, della laicità dello Stato e quindi dell’autonomia del singolo parlamentare.

A tal proposito invito a leggere Il coraggio del dialogo di Luigi Pedrazzi pubblicato oggi su la Stampa.

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Il candidato cattolico che potrebbe riequilibrare i pesi tra cattolici e laici nel Pd? Potrebbe essere Giovanni Bachelet. Per lui arriva un appello pubblico, promosso da Rosy Bindi che ha già superato quota 200 firme a sostegno della sua candidatura al Parlamento, nella circoscrizione Lazio 1. Bachelet, ordinario di fisica a La Sapienza è stato eletto all’assemblea costituente nazionale del partito democratico alle primarie del 14 ottobre scorso.

Confermo il mio sostegno, e spero lo facciano anche gli abitanti del loft romano del Pd.

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