
Sono passati solo otto mesi da quando Beppe Grillo in un giorno ha raccolto nelle piazze italiane oltre 300.000 mila firme.
Prima dell’8 settembre 2008 nessuno, se non il web, ne aveva parlato. Il giorno dopo tutti a raccattare un microfono e una telecamera per dispensare dichiarazioni a giornali e televisioni.
Per settimane il fenomeno Grillo fu trattato come se fosse venuto fuori dal nulla. Dopo di chè il silenzio.
In questi giorni la storia si sta ripetendo. Giornali e Tv non parlano del V2-Day che si svolgerà il 25 aprile (piazza principale Piazza San Carlo a Torino): 460 banchetti sparsi per tutta Italia (mappa) e punti di raccolta in 5 continenti.
Oggi Beppe Grillo ha elefonato in diretta a Radio 105 (ascolta).
All’estero scrivono, raccontano. In Italia no.
Il silenzio. Forse è il modo di difendersi dei media italiani… dopotutto la raccolta firme è per un’informazione libera:
1- abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.
Dopo il 25 aprile, come al solito, il 26 aprile televisioni e giornali racconteranno, dopo solo dopo, le file ai banchetti, le piazze gremite e per giorni politici, giornalisti, tuttologi diranno la loro su come rispondere alle esigenze dei cittadini, con quali strumenti comprendere il popolo dei “grillini”, il pericolo dell’antipolitica, ecc. ecc.
Il solito tran tran di dichiarazioni a caldo, le solite intenzioni, le solite promesse… per poi ricominciare a discutere di poltrone di governo, di summit in Sardegna con annesso Bagalino, di pericolo extracomunitari, la Lega Nord, il ponte sullo stretto, ecc. ecc.
Ribadisco ciò che scrissi mesi fa… Ho sempre seguito Beppe Grillo, leggo il suo blog, assisto ai suoi spettacoli… grazie a lui ho iniziato ad usare Skype. Condivido molte sue battaglie. Come non condividere la lotta contro la privatizzazione dell’acqua, il sostegno ad Emergency o a don Ciotti, la denuncia del precariato (elogiata dal Presidente della Repubblica), dei mutui o delle vendite a rate che strozzano sempre più le famiglie. La difesa dei risparmatori Parmalat, Telecom, la divulgazione del video Crimen Sollicitationis, i Tango Bond Argentini…
Insomma, credo che le denuncie e le iniziative a difesa della colletività, dei cittadini, soprattutto quelli più deboli, siano sempre da sostenere. Ma un paese civile necessita di politica, no di antipolitica. L’Italia ha bisogno di politiche sane, di politiche capaci di dare risposte ai bisogni dei cittadini, politiche capaci di dare speranza e futuro alle famiglie.
Beppe Grillo continui ad essere un campanello nelle orecchie di coloro che hanno il compito di governare… continui a fare domande, ad invitare la gente a pensare, ad agire… non contro la politica, ma per una politica migliore, una politica di qualità.
A tutto questo, coloro che siedono nella cabina di regia di questo Paese non possono far finta di nulla. E se lo fanno… un pizzico di antipolitica se la meritano (e le conseguenze).
vota: