
Pensieri a caldo
Luglio 2, 2008Anche se a distanza di qualche giorno… qualche pensiero a “caldo” visto comunque il clima!
Irrilevanza: un rischio che chiunque vorrebbe non correre. Ma come?
La formulazione delle idee necessita di una consequenziale visibilità delle stesse traducendole in progetti concreti. C’è grande capacità di riflessione, di ampi ragionamenti non finalizzati solo all’oggi ma capaci di guardare soprattutto al domani.
Per non perdere il grande tesoro di idee, occorrono obiettivi “terreni” per il piccolo e il medio termine. Altrimenti c’è il rischio di una riflessione e analisi continua, come spesso accade in certi ambiti, perpetuata nel tempo che non sfocia in concreta operosità.
Laicità: al termine di una due giorni in cui i termini dialogo, mediazione, confronto sono stati capisaldi per noi necessari, risulta particolare cogliere l’accenno fatto da Pezzotta che, intendendo esser chiaro, ha detto che in poltica, nella sua visione, non tutto è mediabile e che su alcuni punti (chissà quali!) è deciso a non voler mediare.
La contrarietà al metodo di Pezzotta è ovvia: sono pronto a mediare su tutto tranne che su quattro cinque punti. Lo stesso pensiero potrebbe essere affiancato ad altri esponenti politici che, in nome di una fede religiosa, escludono la mediazione come strumento politico.
La non mediazione, a priori, impone, prima o dopo, la perdita di dialogo e di confronto. La non mediazione ottiene in risposta la non mediazione, sfociando in un arroccamento di posizioni che portano sì a chiarezza (si, si no, no) ma inevitabilmente a scontro specie nei luoghi della politica in cui è richiesto la ricerca di risposte legislative per il bene di tutti i cittadini. Scontro che produce risposte legislative solo per una parte o che nega risposte legislative per alcuni (es. dico, gay, donne). La non mediazione spinge, nel luogo parlamentare, a ricercare maggioranze esclusivamente utili (numeriche) per l’imposizione di direttive che salvaguardano l’idea di una parte.
Questione ecclesiale. Rosy, nei suoi interventi, ribadisce spesso la necessità di operare si in politica, ma, come cattolici, di continuare ad operare per e nella Chiesa.
Il nostro impegno è per la città e per il Regno. L’esperienza di Argomenti2000 e di altre associazioni nascono a cavallo tra l’esperienza civile ed ecclesiale… questo è frutto della laicità.
Credere nella laicità, vero valore non negoziabile per la Chiesa e per lo Stato, è il credere che mettersi al servizio della città è mettersi al servizio anche della Chiesa, che amiamo e che, per necessità di figli, intendiamo contribuire alla sua crescita ed evoluzione (Dossetti, Carlo Carretto, Bachelet).
E’ sì un doppio compito, una doppia fatica a cui siamo chiamati, ma, proprio perchè cattolici, non possiamo eludere questo duplice impegno.
Che fare? Il titolo del seminario “Laicità al futuro” credo intendesse anche l’intenzione del fare.
Procedere nella formazione (ecclesiale, sociale, civile), nella costruzione di una rete di rapporti tra persone, associazioni, gruppi alimentando il dialogo e il dibattito.
Dal confronto e il dialogo passare all’esperienza, all’azione.
Le idee, per farle camminare e crescere, devono essere supportate da azioni vicine alle persone. Toccare con mano, concretizzare, costruire nel territorio, nella propria esperienza azioni comuni.
Pensando ad Argomenti2000… Perché non partire dalla nostra esperienza? Dalla comune esperienza di servizio. L’impegno nel mondo associativo, il servizio ecclesiale, le esperienze del mondo sindacale hanno consegnato un bagaglio colmo di capacità: organizzazione, creatività, fantasia, concretezza, essenzialità, ricerca di strumenti, progettualità per il raggiungimento di obiettivi. Insomma, con le dovute mediazioni con la vita di tutti i giorni (lavoro, famiglia, impegni), chi, se non noi, per realizzare azioni capaci di coinvolgere, operare e realizzare?




