Archive for giugno 2007

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Apri gli occhi sul Partito Democratico

giugno 27, 2007

 

Si entra nel vivo. Walter Veltroni, nella sala gialla del Lingotto di Torino, ha presentato la sua idea di Partito Democratico. E’ l’uomo giusto e la sua vittoria alle primarie del 14 ottobre è tanto attesa quanto scontata. Ma non si può rischiare che le primarie si trasformino nell’elezione di un solo candidato. Per dare forza allo strumento scelto, quello della partecipazione democratica, della responsabilità condivisa c’è bisogno che la candidatura di Veltroni sia accompagnata da altri candidati. E’ indispensabile una parteciapzione dei cittadini ed elettori del Pd ed una partecipazione coraggiosa dei leader di oggi. Una sfida di proposte, di progetti, di sogni e risposte su un partito nuovo. Una sfida aperta su piattaforme diverse.

C’è chi si sfila dalla possibilità di correre alle primarie difronte al timore di una sconfitta. Sono in molti. Fino a pochi giorni fa i giornali erano pieni di interviste in cui Fassino, Rutelli, Finocchiaro, Fioroni si autocandidavano. Oggi, in molti, preferiscono fare gli ultrà di Walter. E questa è la politica dell’opportunismo. Pretendere che Veltroni sia l’unico candidato con miriadi di liste che lo appoggiano è svilire l’utilizzo dello strumento scelto: le primarie.

Solo alcuni insistono nella necessità di più candidati, di pluralità di proposte e contenuti. E sono gli ulivisti del primo giorno: Prodi, Parisi, Bindi, Santagata, Monaco, Lerner … e fortuna che ci sono! Certamente Veltroni è l’uomo che può portare in alto il Pd. Ma, il 14 ottobre, più vi sarà sfida, dibattito, confronto e più il suo ruolo sarà forte. Deve potersi sudare il ruolo da leader. C’è bisogno non di convergenze su un nome, ma di partecipazione, animosità, pluralità… a tutti i livelli.

Tutti dicono che il Pd non può essere il partito degli ex. Deve essere il partito dei giovani, delle donne, della società civile, delle associazioni. Eppure ci sono quelli che già si attivano per stilare le liste… forse bloccate. Si è già alla rincorsa del posto assicurato. Non si curano delle regole, delle candidature, delle associazioni e i blog che si mobilitano… non si curano di nulla e attendono di poter urlare e pretendere che il loro nome sia salvo, posizionato lassù in alto nella lista. Pretendono la certezza di un posto. Dicono che Calderoli ha fatto una porcata e poi non si schifano ad usarla se ciò assicura un posto. Figurarsi se si ha il coraggio di rischiare con il voto democratico degli elettori…

Molti elettori del Pd, fuori dalle stanze della politica, si stanno attivando per chiedere che la regola del 14 ottobre sia… Liste Aperte!

Come Comitato Ombra  lanciamo un’appello.

APRI GLI OCCHI
In questi giorni si stanno definendo le regole per la creazione dell’Assemblea Costituente e per l’elezione del primo Segretario del Partito Democratico. Noi pensiamo che il Partito Democratico debba avere il coraggio di raccogliere fino in fondo la sfida lanciata due anni fa dai milioni di Italiani che hanno partecipato alle primarie per la scelta del Candidato Premier.
Un nuovo partito deve nascere e radicarsi nelle città e nei paesi, dialogare con i segmenti vitali della società, aprirsi al confronto e non temere il consenso.

Per questo chiediamo la definizione di regole certe che garantiscano a tutte le italiane e gli italiani di poter essere protagonisti il 14 Ottobre con il proprio voto e non in veste di semplici ‘notai’ chiamati a ratificare scelte già prese da altri.

Vogliamo che venga ripudiato lo strumento delle Liste Bloccate e vengano scelte liste Aperte che consentano anche a coloro i quali sono estranei ai Ds e alla Margherita e a qualunque altra logica di cooptazione di presentarsi ed, eventualmente, essere eletti alla Costituente.
 
Chiediamo che ciascun elettore dell’Ulivo possa indicare direttamente il Segretario del Futuro Partito su una apposita scheda e che chiunque riceva il maggior numero di voti venga eletto automaticamente al termine della consultazione.

Solo con coraggio, coerenza e determinazione si può raggiungere davvero l’ambizioso obiettivo di costituire per la prima volta in Italia un grande partito Democratico.

Per sottoscrivere l’appello invia una mail con nome cognome all’indirizzo aprigliocchisulpd@gmail.com

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Hornet 600

giugno 26, 2007

DomeLu

Ed ecco il regalo che ci siamo fatti!!!

On the road…

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Un regalo…

giugno 25, 2007

happy birthday 

Io e la Lù ci siamo fatti un regalo… e festeggiamo alla grande i nostri compleanni.

Un regalo particolare, stravagante, sicuramente inconsueto.

L’intenzione è di sfruttarlo il più possibile per riuscire a vivere insieme, come sempre, ulteriori nuove situazioni. Intere giornate o qualche ora al mare. Magari qualche viaggetto per conoscere nuovi luoghi in cui gustare attimi di serenità… ma anche per rivedere amici. 

Insomma ci siamo regalati…

Domani ve lo dico!

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Il comitato ombra

giugno 14, 2007

Roberto Giachetti oggi è un deputato romano della Margherita. Un po’ stravagante nel suo impegno politico. Qualche settimana fa fece lo sciopero della fame in attesa che si fissasse una data per la Costituente del Partito Democratico. Dal 31 maggio è partito per un tour in giro per l’Italia per conoscere il pensiero della gente sul futuro Partiro Democratico. Un pulmino, pochi volontari, un blog… e tante tappe, specie nei piccoli centri.

Altra iniziativa del Giachetti è l’idea del Comitato Ombra: un gruppo di 20 giovani (10 uomini e 10 donne) sotto i 40 anni, elettori del PD, disponibili a confrontarsi e a mettersi in discussione. Le candidature sono avvenute tramite il sito inviando un curriculum ed una foto. E poi libere votazioni, dopo aver richiesto il certificato elettorale, tramite mail o sms. 

Per curiosità… ho inviato il mio curriculum con una foto. Chissà se funziona…

Questa sera scopro che il sottoscritto, con 15 voti, dovrebbe far parte del Comitato Ombra. Possibile?

Ed ora?

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La scelta religiosa

giugno 13, 2007

Oggi Radio Vaticana informava che il Card. Renato Martino, Presidente del Pontificio consiglio di giustizia e pace, ha annunciato che la Santa Sede smetterà di finanziare Amnesty International in quanto l’organizzazione avrebbe assunto posizioni a favore dell’aborto.

Amnesty ha risposto con un comunicato… come non condividerlo?

E questo è un ulteriore passo della politica del “non possumus” indetta dalla gerarchia ecclesiale. Verso dove? La gloria dei cieli o la solitudine?

La strada intrapesa è estremamente rischiosa. La chiesa (volutamente con l’iniziale minuscola) rischia di esser parte attiva nel gioco delle parti, in una società del più forte, in un tempo in cui l’estremismo, la radicalizzazione prendono il sopravvento. Indubbiamente una parte della gerarchia ecclesiale, oggi più forte, sta volutamente accantonando le intuizioni profetiche del Concilio Vaticano II. Preferisce l’utilizzo della piazza, armarsi di politici che sfoggiano il cilicio, di leader capaci di grandi contraddizioni tra le dichiarazioni in tv e l’esperienza personale.

C’è un forte disorientameno tra i fedeli. Non è possibile non accorgersi di questo. Si preferisce urlare, dire dei no, irremovibili, piuttosto che faticare per promuovere, formare, educare.

E’ in atto un azione di discredito, di aspra critica nei confronti di quel cattolicesimo che si definisce democratico. E’ un dato di fatto. Qualche mese fa il Luigi Alici, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica, intervenì pubblicamente a difesa della scelta religiosa rispondendo a due articoli comprasi nel giro di pochi giorni: un articolo di Amicone su  Il Foglio di Ferrara (13 febbraio 2007) e un articolo di Gnocchi-Palmaro su Il Giornale diretto da Belpietro (20 febbraio 2007). Chissà se Alici saprà ripetersi nei prossimi mesi.

A maggio del 2008 l’Azione Cattolica Italiana festeggerà i 140 anni di vita. E questa sarà l’occasione per un nuovo passo. Dopo il rinnovamento associativo, il nuovo Statuto, Loreto e il progetto formativo consegnato a fine dello scorso aprile… si toccherà la questione della “scelta religiosa“. L’Ac festeggerà i suoi 100+40 anni… e l’addizione è frutto della fantasia associativa di oggi.

Mi auguro che non sia così. Ma temo che anche la scelta religiosa sarà rivista, rivalutata, rinnovata. Ciò che ha segnato l’impegno dell’Azione Cattolica in questi 40 anni, a partire dal Concilio Vaticano II, l’ultima intuizione che oggi ci è rimasta di Vittorio Bachelet… temo sarà modificata. Le motivazioni, naturalmente, saranno molte. Ci verrà detto… i tempi che cambiano, la scelta missionaria, la presenza del laicato cattolico, la fede come azione quotidiana e sociale, il progetto culturale ecc., ecc.

E’ l’ultimo tassello che manca ad un opera di rinnovamento dell’AC studiata a tavolino da parte della gerarchia ecclesiale.

Se cadrà la scelta religiosa, l’AC in cui sono cresciuto e in cui credo, oggi, nonostante tutto, non sarà più la stessa. I presupposti ci sono tutti. Mi auguro, con tutto il cuore, che nei prossimi mesi possa scrivere che mi ero stupidamente sbagliato.

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Capaci di stupire… sempre.

giugno 11, 2007

Totò 

Qualche giorno fa alcuni senatori, capitanati dal filosofo Buttiglione, hanno presentato un documento bipartisan alla presidenza del senato. Richiesta: alla buvette del senato sia  servito il gelato!

Sabato mattina, il sen. Gustavo Selva di An, giunge in orario negli studi di La7 per la solita comparsata in Tv grazie al passaggio ricevuto da un ambulanza del 118, chiamata dal senatore, che prima ha finto un malore e poi minacciato i crocerossini!

Domenica La Stampa pubblica un reportage sulle tante proposte che vi sono in senato e alla camera: dal museo della mozzarella, alla festa della famiglia con tanto di premio nazionale.

Intanto Savino Pezzotta è sempre più attivo nel creare un movimento, un partito, o chissà che altro… per rispondere alle esigenze dei cattolici. L’ennesimo partitino, alla faccia di un referendum popolare che pochi ricordano. L’ennesimo partitino per dimostrare che c’è chi è più cattolico di altri. Con il rischio di fare, anche lui, la figura della Brambilla anche se difficilmente si vedrà l’ex-sindacalista in giarrettiera da Vespa.

Oggi eccoci servite alcune telefonate di politici, banchieri, immobiliaristi. Di tutto un po’.

Tutto questo mentre si anima il dibattito sui costi della politica, l’astensionismo e la disaffezione della gente nei confronti della politica.

Il 6 giugno Massimo Gramellini, credo involontariamente, ha anticipato questi eventi scrivendo su La Stampa: “Nei paraggi di una città del Nord Italia (quella che sta in un angolo per non disturbare e ha un sindaco così serio che oltre la cinta daziaria non se lo fila nessuno) è successo qualcosa di minuscolo ma già enorme. Gli abitanti di alcuni paesi hanno sperimentato un nuovo istituto di democrazia diretta: la rivolta di massa. In un luogo delizioso chiamato Chieri, decine di venditori ambulanti hanno paralizzato il traffico per contestare le nuove norme di viabilità. A Venaria, la Versailles italiana che sabato riaprirà i giardini reali, quasi tremila persone hanno prosaicamente firmato una petizione contro i bidoni della raccolta differenziata collocati nei cortili, inducendo le Autorità a sospenderne la distribuzione. Ma è a Settimo Torinese che la ribellione popolare ha celebrato la sua piccola Bastiglia. Il sindaco è stato costretto a spegnere una telecamera che aveva inflitto con imparziale ferocia oltre trentamila multe, dopo che l’intera cittadinanza si era presentata davanti al Municipio per reclamare la revoca delle contravvenzioni, trionfalmente ottenuta con un sacrificio di 2,8 milioni di euro per le casse comunali.

Era dunque questo l’approdo inevitabile della cattiva politica che costa molto, produce poco e non si fa capire. La disaffezione ha prodotto impotenza. E l’impotenza una rabbia cupa che ora comincia a organizzarsi in atti collettivi di rivalsa. I cittadini non si fidano più dei mediatori sociali e si fanno giustizia da soli. Gli orfani delle ideologie tornano in piazza: non più per cambiare il mondo, ma almeno per spostare un bidone.”

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Cittadino, laico e credente

giugno 6, 2007

Azione Cattolica 

In questi ultimi mesi si è spesso discusso del ruolo della Cei, del suo diritto o meno di intervenire nel dibattito pubblico e politico del Paese. Inutile dire che più che le indicazioni dei Cardinali sono risibili le strumentazioni che altri ne fanno. E’ sempre più chiaro cosa intendesse il Card. Ruini quando qualche anno fa ha lanciato il Progetto Culturale. Molti segnali c’erano stati: il rinnovamento dell’AC, l’avvicinamento forzato delle associazioni laicali, il comitato Scienza e Vita e l’invito della gerarchia all’astensione sul referendum sulla legge 40. Gli interventi sempre più forti su proposte di legge come i Dico o il testamento biologico. Sono in molti a parlare a nome dei cattolici: cardinali, politici, ex-sindacalisti, associazioni, movimenti, giornalisti. Tutti pretendono di parlare a nome dei cattolici. Persino alcuni atei.

A febbraio, dopo la presentazione del disegno di legge sui Dico e l’intervento immediato della Cei, Giuseppe Alberigo scrive un comunicato rivolto alla gerarchia ecclesiale. Il 15 marzo un gruppo di laici di Torino ha scritto una lettera aperta inviata al Card. Poletto. La lettera in pochi giorni viene sottoscritta da più di 250 persone e La Stampa ne monta un articolo ad arte. Altre iniziative del genere nascono in altre diocesi. Il 3 aprile il Consiglio diocesano dell’Azione Cattolica di Torino ha inviato una lettera al Presidente Alici per far presente le forti perplessità sull’opportunità della presenza dell’Azione Cattolica ad una manifestazione di piazza come il Family Day.

Dopo il 12 maggio la teodem Paola Binetti dichiara ” Il cattolicesimo democratico non è più riferimento del mondo cattolico; il cattolicesimo popolare oggi è altra cosa”.

Credo sia un grande errore. Ancora oggi l’esempio di Sturzo, de Gasperi, La Pira, Moro, Bachelet, Carretto  sono segno indelebile e profetico per la Chiesa di oggi.

Dopo 60 anni il Meic e la Fuci si sono ritrovati a Camaldoli con un interrogativo: che cosa possono fare oggi i cattolici per aiutare il paese a ritrovare la strada dello sviluppo e della solidarietà?

Credo in un impegno ecclesiale e civile capace di ascoltare, dialogare, partecipare, cercare strade comuni grazie anche ad una Chiesa capace di proposte e non di imposizioni. Nonostante le differenze, le diversità che sono tesoro e non muri insormontabili.

Ci si vede il 19 giugno a Torino, presso il Centro Studi Bruno Longo, alle ore 21,00 dove si incontreranno, per la prima volta, tutti i firmatari della lettera inviata al Card. Poletto. Una riunione per valutare insieme l’esito dell’incontro con il Vescovo, le difficoltà e le prospettive della nostra Chiesa, e soprattutto individuare un possibile itinerario futuro che dia nuovo coraggio al laicato  e nuovi spazi di riflessione e ricerca.