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Cittadino, laico e credente

giugno 6, 2007

Azione Cattolica 

In questi ultimi mesi si è spesso discusso del ruolo della Cei, del suo diritto o meno di intervenire nel dibattito pubblico e politico del Paese. Inutile dire che più che le indicazioni dei Cardinali sono risibili le strumentazioni che altri ne fanno. E’ sempre più chiaro cosa intendesse il Card. Ruini quando qualche anno fa ha lanciato il Progetto Culturale. Molti segnali c’erano stati: il rinnovamento dell’AC, l’avvicinamento forzato delle associazioni laicali, il comitato Scienza e Vita e l’invito della gerarchia all’astensione sul referendum sulla legge 40. Gli interventi sempre più forti su proposte di legge come i Dico o il testamento biologico. Sono in molti a parlare a nome dei cattolici: cardinali, politici, ex-sindacalisti, associazioni, movimenti, giornalisti. Tutti pretendono di parlare a nome dei cattolici. Persino alcuni atei.

A febbraio, dopo la presentazione del disegno di legge sui Dico e l’intervento immediato della Cei, Giuseppe Alberigo scrive un comunicato rivolto alla gerarchia ecclesiale. Il 15 marzo un gruppo di laici di Torino ha scritto una lettera aperta inviata al Card. Poletto. La lettera in pochi giorni viene sottoscritta da più di 250 persone e La Stampa ne monta un articolo ad arte. Altre iniziative del genere nascono in altre diocesi. Il 3 aprile il Consiglio diocesano dell’Azione Cattolica di Torino ha inviato una lettera al Presidente Alici per far presente le forti perplessità sull’opportunità della presenza dell’Azione Cattolica ad una manifestazione di piazza come il Family Day.

Dopo il 12 maggio la teodem Paola Binetti dichiara ” Il cattolicesimo democratico non è più riferimento del mondo cattolico; il cattolicesimo popolare oggi è altra cosa”.

Credo sia un grande errore. Ancora oggi l’esempio di Sturzo, de Gasperi, La Pira, Moro, Bachelet, Carretto  sono segno indelebile e profetico per la Chiesa di oggi.

Dopo 60 anni il Meic e la Fuci si sono ritrovati a Camaldoli con un interrogativo: che cosa possono fare oggi i cattolici per aiutare il paese a ritrovare la strada dello sviluppo e della solidarietà?

Credo in un impegno ecclesiale e civile capace di ascoltare, dialogare, partecipare, cercare strade comuni grazie anche ad una Chiesa capace di proposte e non di imposizioni. Nonostante le differenze, le diversità che sono tesoro e non muri insormontabili.

Ci si vede il 19 giugno a Torino, presso il Centro Studi Bruno Longo, alle ore 21,00 dove si incontreranno, per la prima volta, tutti i firmatari della lettera inviata al Card. Poletto. Una riunione per valutare insieme l’esito dell’incontro con il Vescovo, le difficoltà e le prospettive della nostra Chiesa, e soprattutto individuare un possibile itinerario futuro che dia nuovo coraggio al laicato  e nuovi spazi di riflessione e ricerca.

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