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La laicità

luglio 1, 2007

 

Dopo tre giorni trascorsi nel monastero di Bose, eccomi nuovamente a casa.

Partecipare al seminario “Quale laicità per quale politica” promosso da Argomenti 2000 è stata una grande occasione per diversi motivi:

Gli amici. Rivedere, dopo qualche anno, vecchi amici dell’AC nazionale con cui si è condiviso un cammino di impegno, di disponibilità e di responsabilità. Senza dimenticare le cene in pensionato alla Domus Pacis o alcune serate a Trastevere. La mia presenza a Roma non era così frequente come la loro, ma l’accoglienza è sempre stata ottima e gli anni che sono trascorsi, senza dimenticare, lo confermano.

Il luogo. Il monastero di Bose è un luogo di pace, serenità, preghiera. Ma soprattutto è un luogo di comunione, di confronto, di dialogo. Una comunità ecumenica dove le diverse chiese convivono. Una comunità in cui uomini e donne vivono in comune la propria fede e l’amore verso Dio.

I contenuti. La laicità intesa come… capacità di essere cattolici e vivere nella Polis consapevoli dell’irrinunciabile necessità della distinzione tra stato e fede, potere politico e potere religioso nella certezza che si deve legiferare con gli altri uomini (Enzo Bianchi); una delle caratteristiche indispensabili della modernità (Prof. De Giorgi); valore non negoziabile (on. Follini); uso del metodo democratico e la necessità di una politica ecclesiale del centrosinistra (on. Castagnetti); mezzo per ridare forza alla profezia del Concilio Vaticano II in quanto non c’è laicità se non c’è laicità nella Chiesa (ministro Bindi).

Tre giorni intensi, ricchi di idee, pensieri, speranze ma soprattutto ricchi di passione civile ed ecclesiale. C’è chi dice che il cattolicesimo democratico è arrivato al capolinea. Sono gli stessi che tentano di rinchiudere tra parantesi il Concilio Vaticano II. Si sbagliano. Lazzati, Carretto, Dossetti, La Pira, Bachelet… ancora oggi sono segno profetico per tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Sono testimoni di laicità e santità in ambito ecclesiale e civile. Uomini di Dio capaci di vivere tra gli uomini, capaci di operare con tutti alla ricerca del bene comune.

Certo questo tempo, così difficile, richiede una maggiore presenza. Un impegno responsabile di tutti. Nella società, in politica, nella Chiesa, in economia, a scuola, in famiglia. Creare le opportunità affinchè la stagione del Concilio si possa compiere. Tocca a noi.

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