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Contro la mafia… sempre!

luglio 18, 2007

 

15 anni fa, il 19 luglio 1992, veniva ucciso il giudice Borsellino e gli uomini della scorta insieme agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. Due mesi prima a Capaci era stato ucciso il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo,e gli uomini della scorta Antonio Montinari, Vito Schifani, Rocco Di Cillo. Vittime della mafia.

Ieri sera in diretta su Rai3, da Locri, andava in onda W l’Italia, programma di inchieste condotto da Riccardo Iacona. La trasmissione non ha uno studio televiso. Si presenta in piazza con due grandi video led. E il pubblico sono i cittadini.

Si è trattato di ‘ndrangheta, del delitto Fortugno, dei tanti morti senza colpevoli. Ospiti il giudice di Catanzaro De Magistris, Nicola Gratteri, sostituto procuratore a Reggio Calabria. In collegamento Maria Grazia Laganà, parlamentare e vedova di Francesco Fortugno, ex-vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria e Mario Congiusta, padre di Gianluca, giovane commerciante ammazzato il 24 maggio del 2005.

La piazza di Locri ieri sera era vuota. Deserta.

I due grandi video led mandavano la diretta nel silenzio assordante di una piazza desolante illuminata dai lampioni. Non c’erano i ragazzi di Locri che in questi anni portano avanti la loro lotta, non c’erano i loro genitori, i loro insegnanti. Non c’era il parroco, il vescovo, i politici, i negozianti, gli anziani. Locri ieri sera era senza cittadinanza. Non so il perché.

Questioni organizzative? Forse qualche incomprensione con gli autori? Forse un segno di protesta? Non lo so.

Ma credo che al di là di ogni questione quella piazza doveva essere piena, viva, assordante nell’urlare la voglia di legalità, di vita, di giustizia. E solo i cittadini di Locri potevano fare questo.

Sono nato 34 anni fa a Reggio Calabria, fiero delle mie origini, fiero della mia terra e del mio mare… fiero di chi ogni giorno, togliendo spazio e tempo ai propri cari, lotta contro ogni tipo di mafia, di ingiustizia, di illegalità.

Quella piazza ieri sera doveva essere popolata. Locri doveva vivere.

Chi è rimasto a casa davanti al televisore, o dietro le serrande, chissà per quale motivo, ha commesso comunque un grave errore. Lasciando quella piazza nel silenzio, nella solitudine… ha concesso spazio alla mafia ai mafiosi e a tutti coloro che fanno finta di non vedere, di non sentire, di non sapere, coloro che preferiscono il silenzio. E questo bisogna contrastarlo. Sempre.

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