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scelgorosy.it (8)

ottobre 9, 2007

 

APPELLO ALLA SOCIETA’ CIVILE
Nel Partito Democratico con Rosy Bindi

La crisi dei partiti
La politica attraversa oggi una stagione particolarmente difficile. Alla crisi di identità, dovuta allo stemperarsi delle appartenenze ideologiche, si associa una crisi di credibilità, motivata anche da processi degenerativi che hanno spesso ridotto i partiti a lobby di potere fine a se stesso
Per tutti i cittadini, ed in particolare per coloro che avvertono l’esigenza e il dovere di partecipare alla vita politica, si apre con il PD una possibilità di confronto e di apporto. Quanti non sono iscritti a partiti politici – pur riconoscendone l’importanza nel processo di costruzione democratica – possono avvicinarsi consapevolmente a questa fase costituente del PD per dare forza a un cambiamento di mentalità e garantire uno stile autenticamente democratico.
Il Partito Democratico non deve essere un’alchimia di accorpamenti di tradizioni politiche. Il PD è la risposta meditata alle nuove sfide di una modernità chiamata a reinventare i rapporti tra ciò che è locale e ciò che è mondiale, a restituire significato alla politica come capacità di rispondere con giustizia ai bisogni di ciascuno, come apertura di una dimensione della convivenza in cui ognuno possa riconoscersi ed esprimersi.
Il PD nasce come esigenza soggettiva di chi “vuole esserci e contare”, ma è anche una necessità imposta dai mutamenti della storia. Una necessità ambiziosa perché richiede cambiamenti all’altezza delle sfide di oggi. Le ideologie sono tramontate, ma resta forte l’esigenza di riconoscersi in valori e pratiche comuni. Il PD interviene in un paese ricco di risorse e potenzialità, ma percorso anche da squilibri e ritardi preoccupanti. Nella nostra Regione esso deve dar forza al superamento della crisi, che già è parzialmente in atto, richiede una nuova orgogliosa definizione di ruoli e obiettivi. La dimensione e la vocazione europea dell’Italia e del Piemonte devono trovare nel nuovo partito un sostegno per affrontare le sfide che la globalizzazione impone.

Lo stile politico
La politica è la creazione di condizioni per un vivere civile e ordinato, entro istituzioni giuste che promuovano per ciascuno la possibilità di una vita degna, capace di tramutare le speranze in realtà concreta. In questa prospettiva si tratta di costruire un partito diverso, accogliente, vivibile e degno di fiducia.
Si devono allora proporre e affermare esplicitamente alcune caratterizzazioni distintive di stile come:
1. All’interno del partito:

  • Procedure di selezione dei dirigenti basate sulla elezione e non sulla cooptazione;
  • Applicazione del principio del “rendere conto” della propria attività, dei successi e delle sconfitte;
  • Trasparenza dei finanziamenti: la redazione del bilancio deve essere pratica seria e non residuale;
  • Impiego di procedure efficienti nella vita di partito: eliminando pressappochismo e spreco del tempo;
  • Elaborazione di documenti leggibili, comprensibili, argomentati e con obiettivi finali chiaramente individuabili.

2. All’esterno del partito e nelle istituzioni:

  • Introdurre le consultazioni primarie per le candidature;
  • Impedire il cumulo di cariche pubbliche e introdurre il limite del doppio mandato;
  • Essere attenti a collocazioni lontane da conflitti di interesse;
  • Superare sprechi e proliferazione di società o enti superlui;
  • Introdurre trasparenza negli emolumenti degli amministratori pubblici e contenere i costi delle cariche nelle istituzioni e negli enti;
  • Essere attenti alla capacità e alla moralità degli amministratori pubblici.

La democrazia di partito
La democrazia non può essere limitata alla mera partecipazione elettorale, ma deve diventare stile di vita del partito. L’esercizio di una democrazia esigente moltiplica sedi e spazi di confronto pubblico. Il rispetto dell’art. 49 della Costituzione dovrebbe impedire di ridurre la vita interna delle formazioni politiche al mero sostegno elettorale dei loro leader. In una società democratica la libertà è sempre, anche in politica, libertà del “cercare ancora”. In questo senso la laicità dell’azione politica è modo di operare che accomuna laici e credenti, dentro e fuori il partito, nelle istituzioni.L’impegno comune sta nel lavorare perché questi principi e queste considerazioni sulle caratteristiche operative orientino la politica.

Il futuro prossimo
Occorre impegnarsi per una politica capace di assicurare futuro: l’attenzione prioritaria alla scuola, allo sviluppo dei servizi alla persona, alla ricerca con adeguate politiche per i giovani, anche attraverso una più incisiva governance del sistema di istruzione, di formazione e dell’università.
Ma il futuro si costruisce già oggi, nel presente, vincendo la disoccupazione e contrastando il precariato. La flessibilità del mercato del lavoro deve essere ammortizzata da una crescita consistente di tutele e accompagnarsi a un parallelo aumento di opportunità lavorative. È perciò necessario un nuovo sviluppo economico, che produca ricchezza per tutti e riduca le troppo forti diseguaglianze. Occorre ridurre gradualmente la pressione fiscale contrastando l’evasione. E il futuro si costruisce garantendo che le fondamentali conquiste sociali acquisite non siano minacciate.
Nell’esercizio del governo, occorre realismo, senso dell’interesse generale, visione di pochi chiari obiettivi: grandi investimenti pubblici sui beni di comune interesse (educazione, sicurezza, sanità, attenzione all’innovazione e alla creatività), regolazione stringente del mercato per impedirne le degenerazioni, politiche che esaltino le capacità reali di fare impresa e qualificare il lavoro, apertura al metodo della partecipazione dei cittadini. Nel governo della spesa pubblica spendere meglio è la premessa per spendere meno. Senza un’azione congiunta su quantità e qualità della spesa pubblica non si potrà giungere a una razionale ed equa riforma fiscale, e si alimenterà il risentimento dei governati contro gli “estranei che noi stessi paghiamo per comandarci”.

Le speranze
Le speranze e le convinzioni che ci guidano trovano credibile sostegno e conferma nella candidatura di Rosy Bindi alla Segreteria Nazionale del PD per le prove di passione, competenza, onestà intellettuale e morale, dedizione e volontà di relazione dimostrate nella sua azione pubblica.
Noi riconosciamo nelle posizioni di cui la candidatura di Rosy Bindi si fa interprete molti elementi di affinità: combattere l’invasività della politica, direttamente collegata alla debolezza dei suoi contenuti, e rilanciare il valore alto e moralmente impegnativo del fare politica. Un’ampia partecipazione dei cittadini può dare forza alle idee e ai propositi condivisi per tradurli in impegni legislativi e in pratiche di governo. L’estremismo delle contrapposizioni ideologiche nuoce alla ricerca di una soluzione politica condivisa, mentre la radicalità di pretendere da tutti una corrispondenza tra ciò che si dice e come si agisce è in grado di restituire dignità alla politica.

Testa, cuore e gambe
Testa, perché nessuna politica può nascere se non dalla partecipazione meditata e dal dialogo con tutti i cittadini. Cuore, perché la politica è anche passione per un interesse collettivo, che è più largo degli interessi individuali. Gambe, perché la politica è fatta di tanti piccoli passi, che entrano nella vita di ogni giorno e di cui ciascuno è protagonista.

Alberto Andrion Direttore CTO Maria Adelaide; Dunia Astrologo Docente di Comunicazione; Leonardo Bonardi Medico Chirurgo; Eugenio Borgna Psichiatra; Renzo Cappelletto Avvocato; Maria Chiesa Docente di Letteratura Italiana Università di Torino; Claudio Ciancio Docente di Filosofia Teoretica Università del Piemonte Orientale; Donatella Demo; Beppe Elia Ingegnere Libero professionista; Giulio Modena già Direttore del Centro Rocerca CSELT; Annamaria Pstore Insegnante di Filosofia; Ugo Perone Docente di Filosofia Università del Piemonte Orientale; Giannino Piana Docente di Etica ed Economia Scienze Politiche Università di Torino; Ignazio Puleo Insegnante di Diritto; Domenico Raimondi Designer; Giulio Cesare Rattazzi Consigliere Comunale Indipendente nell’Ulivo già preside dell’Avogadro; Dario Rei Docente di Sociologia Scienze Politiche Università di Torino; Maria Pia Valetto Imprenditrice già deputato dell’Ulivo.

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