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Lettera aperta al Capo dello Stato

ottobre 21, 2007

 

I ragazzi di Locri in questi due anni di attività sono stati elogiati dal mondo politico. In occasione delle commemorazioni è facile fare dichiarazioni o farsi fotografare vicino a dei ragazzi pieni di speranza. Oggi, i politici pronti a sostenere le battaglie dei ragazzi di “Ammazzateci tutti“, sono in pochi. Troppo pochi. 

In queste settimane maggioranza e opposizione continuano a contrapporsi su tutto: la finanziaria, la compravendita di parlamentari da uno schieramento all’altro, la durata del governo, la legge elettorale. E poi si scopre, finalmente, che destra e sinistra hanno la stessa opinione su un tema… De Magistris.

Gli eventi di queste ore sono preoccupanti. Da domani pomeriggio vi sarà un presidio difronte al Tribunale di Catanzaro organizzato dai ragazzi di Ammazzateci tutti. Tende da campeggio e sacchi a pelo. Giovedì prossimo Annozero, la trasmissione di Santoro in onda su Rai2 alle 21.00, tornerà ad ocuparsi del caso De Magistris. Sandro Ruotolo è già a Catanzaro.

Insomma, nuovamente mi chiedo se la politica e le istituzioni siano capaci, oggi, di dare risposte alla testa e ai cuori di questi ragazzi. E’ necessario che chi di dovere,  dica con chiarezza se si sta consumando il più grave attacco all´autonomia della magistratura o se De Magistris è un giovane pm sprovveduto che non ne “azzecca” una.

Riporto anche io la lettera aperta che don Ciotti, padre Zanotelli ed altri hanno inviato al Presidente della Repubblica. Chi la condivide può farlo sottoscrivendo la lettera aperta, inviando una e-mail con i propri dati anagrafici all’indirizzo perdemagistris@perlacalabria.it
I nominativi dei sottoscrittori saranno pubblicati su internet e sugli organi di stampa.

Lettera aperta al Capo dello Stato
di Luigi Ciotti, Alex Zanotelli, Ferdinando Imposimato, Emilio Lupo, Renato Monaco, Marco Rossi Doria
venerdì 12 ottobre 2007

I sottoscritti cittadini della Repubblica Italiana, sentono il dovere di rappresentare profonda preoccupazione per la tenuta dei valori costituzionali di indipendenza e autonomia della Magistratura che recenti iniziative – intraprese dall’attuale Ministro della Giustizia – pongono in concreto pericolo.
Da notizie di stampa si è infatti appreso che il Ministro della Giustizia, all’esito di una attività ispettiva svolta presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, ha ritenuto di formulare – sulla base della recentissima legge di riforma dell’ordinamento giudiziario che gli conferisce tale potere – richiesta di trasferimento immediato ad altra sede e ad altre funzioni del sostituto procuratore della repubblica dott. Luigi De Magistris .

Per ciò che è dato sapere, tale sostituto sta svolgendo da alcuni anni delicatissime attività di indagine in tema di reati contro l’amministrazione della giustizia ed in tema di reati contro la pubblica amministrazione, con accertamenti che hanno coinvolto magistrati del distretto di Potenza, pubblici amministratori, imprenditori, faccendieri, soggetti appartenenti a gruppi politici di diverso orientamento.
A fronte di tale ultimo dato – che appare altamente meritorio, specie se correlato alle note e gravi difficoltà operative che si registrano in tutti gli uffici giudiziari del mezzogiorno d’Italia – l’iniziativa ministeriale ‘contrappone’ delle risultanze che, per espresso dettato normativo, dovrebbero concretizzare ‘gravi elementi di fondatezza’ di un illecito disciplinare ed unirsi a motivi di ‘particolare urgenza’ che siano tali da impedire la prosecuzione delle attività in corso da parte del magistrato ‘incolpato’ .

E’ appena il caso di ricordare che la Costituzione Repubblicana del 1948 – nel suo testo ancora vigente – pone a garanzia del legittimo dispiegarsi dell’attività giudiziaria il principio di inamovibilità dei magistrati ( art. 107 Cost.) ed affida al Consiglio Superiore della Magistratura, con le garanzie stabilite dalla legge di ordinamento giudiziario, ogni decisione in proposito.
Troppo semplice sarebbe, infatti, per il potere esecutivo porre nel nulla le attività conoscitive poste in essere anche nei confronti di esponenti politici o di soggetti a questi vicini mediante la ‘rimozione’ o il ‘trasferimento’ dell’investigatore scomodo e indipendente. Di questo i Costituenti avevano timore, memori degli attentati in passato subìti dal principio della separazione dei poteri, primo fondamento della democrazia moderna .

Di questo è lecito preoccuparsi anche adesso, visto che con estrema disinvoltura il Ministro della Giustizia ha chiesto l’applicazione di un istituto giuridico come il trasferimento immediato di un magistrato, istituto da poco introdotto nel sistema non senza vive preoccupazioni per i possibili effetti distorsivi sui principi costituzionali, che potrebbero derivare dalla sua applicazione .
A base di una simile richiesta dovrebbero porsi elementi di fatto di tale gravità da poter ribaltare una garanzia costituzionale fondamentale, posta a presidio dello stesso principio di legalità democratica.
Dalle notizie di stampa diffuse sul punto non emerge alcuna particolare gravità di tali addebiti, né emergono – in verità – i motivi di ‘particolare urgenza’ cui la legge fa espresso riferimento.
Vi è invece particolare urgenza di offrire tutela, dignità, apprezzamento a tutti i soggetti che nelle regioni del mezzogiorno d’Italia combattono – con grande sacrificio e gravi rischi personali – l’illegalità diffusa, la criminalità organizzata, la corruzione.

Per questo esprimiamo piena solidarietà al dott. Luigi De Magistris, e ci diciamo convinti del fatto che il Consiglio Superiore della Magistratura valuterà i fatti con serenità, equilibrio e pieno rispetto dei valori costituzionali.

Primi firmatari:
Luigi Ciotti, Alex Zanotelli, Ferdinando Imposimato, Emilio Lupo, Renato Monaco, Marco Rossi Doria

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