h1

Un maestro, un testimone.

ottobre 26, 2007

A pochi mesi dalla scomparsa di Giuseppe Alberigo, la cultura cattolico-democratica italiana perde un altro suo grande padre. Ieri sera, all’età di 81 anni, è morto Pietro Scoppola. Un testimone del cattolicesimo democratico che ha praticato il grande valore della laicità e ha saputo servire la Chiesa del Concilio nella vita della nostra società.

Alcune frasi della prefazione all’ultimo suo libro, La coscienza e il potere (Laterza), uscito appena un mese fa, sembrano assumere, ora, il tono di un testamento spirituale, lucido e severo nell’analisi, ma non rassegnato: «Al di là degli aspetti politici dell’incompiuta transizione, vi è un dato psicologico che assume di giorno in giorno un peso crescente: il disincanto morale, la sfiducia nella legalità e nello Stato, lo scetticismo verso una classe politica in continua espansione numerica ma in molti casi in regressione qualitativa». Ma il testo di Scoppola si chiude, in maniera significativamente esemplare, con il rifiuto della diserzione e della rinuncia, nel segno della speranza: «I giochi, se così si vuol chiamarli – avverte – non sono tutti fatti. La partita non è chiusa».

Ecco il ricordo dell’Azione Cattolica Italiana:

Un maestro, un amico.
La scomparsa di Pietro Scoppola priva la cultura, la Chiesa e la politica italiana di una voce autorevole, profonda, aperta. Un punto di riferimento per tanti cattolici italiani e un interlocutore credibile per larga parte della cultura laica. Ci lascia i suoi libri, le sue lezioni, le sue conferenze. Ma ancor di più, ci lascia la lezione di un impegno culturale, ecclesiale e civile, rigoroso e al tempo stesso appassionato. Una lezione che ha formato tanti italiani, credenti e non credenti. Naturalmente è impossibile riassumere in poche parole l’importanza dei suoi studi. In piena sintonia con lo spirito e con la rinnovata ecclesiologia del Concilio Vaticano II, è stato tra gli storici italiani uno dei primi a guardare alla storia della Chiesa otto e novecentesca in una nuova luce, interrogandosi sul significato dei fermenti teologici, culturali e politici che, anche in maniera traumatica, ne hanno segnato il percorso.

Lucido interprete del pensiero e dell’azione politica di Aldo Moro, è stato uno dei più acuti studiosi della fase della solidarietà nazionale, e, ancor prima, della «proposta politica di De Gasperi», offrendo una lettura magistrale e ormai imprescindibile dei passaggi che segnarono la nascita della Repubblica italiana. E ancora, conoscitore profondo del sistema politico italiano, è stato tra i primi in grado di tracciare un quadro interpretativo complessivo della cosiddetta prima Repubblica (o, per dirlo con il titolo di una sua opera fondamentale, della «Repubblica dei Partiti»), di cui ha saputo mettere in luce tanto la forza delle ragioni fondative quanto i limiti e le contraddizioni dello sviluppo. Per molti italiani, peraltro, la lezione di Pietro Scoppola è passata soprattutto attraverso la lettura di libri più piccoli, le cui pagine hanno però finito col rappresentare quasi un terreno comune di formazione: da «La nuova cristianità perduta», in cui analizzava la forza e le debolezze del cristianesimo novecentesco, a quelli più recenti, dedicati al «25 aprile» e al significato della Resistenza, al valore della «Costituzione contesa», e, da ultimo, alla ricchezza e fragilità del patrimonio culturale, civile e spirituale del cattolicesimo politico italiano.

Studioso rigoroso, Scoppola è stato anche protagonista in prima persona di alcuni passaggi fondamentali della vita della Chiesa e del Paese negli ultimi quarant’anni: personalità di spicco tra i cosiddetti «cattolici per il no» in occasione del referendum sul divorzio, è stato poi tra i fondatori della Lega democratica, quindi Senatore “esterno” per la DC, impegnato, con l’amico Ruffilli, nella Commissione Bozzi per le riforme istituzionali. Grande sostenitore dell’adozione del maggioritario all’inizio degli anni Novanta, nell’ultimo periodo della sua vita è stato uno dei padri nobili dell’Ulivo. Tante battaglie combattute con passione e integrità, ma anche con la capacità di guardare ad esse, a distanza di anni, in prospettiva di riflessione critica. Pietro Scoppola è stato insomma un vero intellettuale, un intellettuale nel senso più pieno e migliore del termine. Ma anche un maestro, che ha guidato generazioni di storici italiani. Un maestro capace di accompagnare con generosità il cammino di chi ha avuto il privilegio di trovare nella sua lezione umana e intellettuale un riferimento sicuro. (Pubblicato Venerdì 26 Ottobre 2007, www.azionecattolica.it)

vota:

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: