Archive for dicembre 2007

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Regalo di Natale

dicembre 29, 2007

Presepe Alessi

Il 9 agosto scrissi che per Natale mi sarei ragalato l’i-phone. Ma l’invenzione dell’anno, in Italia non è ancora in vendita e bisognerà attendere ancora qualche mese (anche se qualche escamotage c’è!). Non c’è nulla di ufficiale, ma pare che in primavera potremo soddisfare il desiderio.

E allora ecco il regalo che mi son fatto. Il presepe di Alessi, regalo dello scorso anno, si è popolato di altri personaggi in ceramica… Natalino, Hal Freddo, Christmas Cow Boy (design Massimo Giacon), Celestino e Lieto (design di Miriam Mirri), Pinocchio (design di Marcello Jori).

Naturalmente ringrazio tutti coloro che mi hanno fatto un dono, inviato un sms una mail o un biglietto di auguri.

P.S. Per chi volesse farsi un piccolo regalo in questi giorni di festa… è possibile rivedere l’intervista di Fabio Fazio a Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, andata in onda lo scorso 23 dicembre su Rai 3. La festa del Natale, la gioia, il peccato, il dialogo, il silenzio sono i temi trattati. Piacevole ed interessante. Buona visione!

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Sui gay Binetti sbaglia

dicembre 27, 2007

Secondo la  sentrice Binetti gli omosessuali sono dei malati mentali: “Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario.”  (24/12/2007 fonte La Stampa).

Imbarazzante.

Riporto la lettera di Walter Veltroni pubblicata oggi su La Stampa. Anche il segretario del Pd ha scomodato Babbo Natale. Ogni bel regalo non va dimenticato. Va curato ed esposto in bella vista. E’ davvero Natale! 

Caro Direttore,
va riconosciuto al Suo giornale il merito di prestare una particolare attenzione al tema dei diritti civili e di promuovere sull’argomento un confronto non rituale tra opinioni diverse.
In particolare, nei giorni scorsi, ha suscitato scalpore la riproposizione, da parte della senatrice Binetti, della tesi che considera l’omosessualità come una malattia, in quanto tale meritevole solo di essere curata. Si tratta, a mio modo di vedere, di una tesi sbagliata e pericolosa. È una tesi sbagliata perché l’omosessualità è una condizione umana, che non ha senso alcuno ridurre a una patologia e che deve essere rispettata in quanto tale. Ma è anche una tesi pericolosa, perché induce, o almeno asseconda, il misconoscimento dei diritti delle persone omosessuali di condurre una vita normale, senza subire discriminazioni sociali o addirittura, come purtroppo capita ancora con preoccupante frequenza, soprattutto nei riguardi dei più giovani, atti di persecuzione e di violenza, fisica e psicologica.Nella campagna elettorale per l’elezione diretta del segretario del Pd ho preso pubblicamente un impegno che intendo onorare. Ho detto che il Partito democratico lavorerà, in Parlamento e nel Paese, per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l’impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l’orientamento sessuale delle persone. Il primo impegno è il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l’Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. In Senato sono all’esame della Commissione Giustizia numerose proposte. I senatori del Pd sono impegnati a costruire il consenso più ampio possibile attorno a un testo che segni un deciso passo in avanti. Penso infatti che il Paese possa e debba unirsi e non dividersi su temi così decisivi per la nostra convivenza civile e che in quanto tali non possono andare soggetti al variare delle maggioranze di governo.

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S. Natale 2007

dicembre 24, 2007

Auguri di un Santo Natale e un Felice Anno.

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Berlusconi e Saccà

dicembre 20, 2007

«Voglio essere chiaro: lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certi situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra» ha detto Berlusconi poco prima di partecipare a un pranzo con gli eurodeputati di Forza Italia, sottolineando che «in Rai non c’è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato».

Divertente che a dire ciò sia il leader dell’opposizione, nonchè proprietario di Mediaset (diretta concorrente della Rai), nonchè ex Presidente del Consiglio che ha governato per 5 anni il paese. E soprattutto è divertente sapere che chi denuncia ciò, nei mesi passati, si è mosso in prima persona per “segnalareattrici in Rai certo di averne un tornaconto in Senato.

Chissà cosa penserà, del Berlusconi pensiero, Deborah Bergamini, per anni segretaria personale dell’uomo di Arcore, e dal 2002 in Rai, guarda caso, in qualità di vicedirettore dell’area Marketing Strategico e Business Development per poi assumere il ruolo di Direttore Marketing, oggi sospesa.

Ecco l’ennesimo regalo di fine anno della politica italiana, dove pare che raccomandare sia la norma, ammiccare non costi nulla, trattare interessi con presunti rivali non desti scandalo né problemi. Siamo giunti al liberi tutti. Tutto è lecito?

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Pena di morte, vittoria italiana

dicembre 18, 2007

18 dicembre 2007: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha detto sì alla moratoria universale sulla pena di morte. I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54, le astensioni 29.

Il governo italiano, che ha sostenuto con forza l’iniziativa all’Onu, era rappresentato al Palazzo di Vetro dal ministro degli Esteri e vicepremier Massimo D’Alema. Proprio D’Alema in mattinata si era detto ottimista e aveva parlato di «risoluzione di portata storica».

La moratoria è stata approvata alle 11,45 ora di New York, le 17,45 in Italia, dopo le dichiarazioni di voto contrarie di Antigua e Barbuda, Barbados, Singapore e Nigeria e quella favorevole del rappresentante del Messico.
Alla fine i voti a favore sono stati cinque in più rispetto a quanto pronosticabile nelle migliori previsioni. E, soprattutto, è stata superata agevolmente la soglia «psicologica» dei cento sì che dà al provvedimento maggiore forza e consistenza.

L’approvazione della risoluzione per la moratoria sulla pena di morte, che di fatto significa un invito alla «sospensione» di tutte le esecuzioni già programmate e il divieto di infliggerne di nuove da parte dei tribunali dà l’opportunità di aprire un dibattito «anche in vista dell’abolizione».

Fra i 54 Paesi che hanno votato contro la risoluzione (a confronto dei 104 che hanno votato a favore) gli Stati Uniti si trovano accanto a Iran, Siria, Cina, Pakistan, Iraq e Sudan.

Leggi il testo della moratoria.

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Roma

dicembre 18, 2007

 

Ecco l’editoriale pubblicato sul giornale diocesano “Roma sette” alla vigilia del voto in Sala Consigliare sul tema delle unioni civili.

L’articolo: 

Nelle prossime ore, a quanto si sa – probabilmente, tra il clamore di una manifestazione che, con straordinaria presunzione, da taluni viene annunciata come un “Contro Family Day” – il Consiglio comunale di Roma sarà chiamato a votare sul tema delle “unioni civili”, senza che nessun effetto concreto possa scaturire per i cittadini. L’ennesima battaglia ideologica, insomma.

Al voto anche un ordine del giorno, in cui, a proposito delle proposte sull’ipotizzato “registro delle unioni civili”, è chiarito che la legislazione nazionale «non consente di riempire di contenuti dette proposte», sono riportate le valutazioni negative degli uffici amministrativi del Comune di Roma che prefigurano «un dubbio di legittimità», e viene precisato che le proposte in discussione «trattano materie indisponibili alla competenza dei Comuni, rischiando invece di caricare di ulteriore pressione un problema complesso come quello della tutela dei diritti individuali, ivi inclusi i diritti di coloro in una condizione di coppia di fatto».

Di questo, di diritti individuali, si tratta, ed è bene ribadirlo di nuovo. Diritti individuali che in parte sono già regolati da norme presenti nell’ordinamento giuridico, o che possono essere regolati con altri specifici provvedimenti, senza ipotizzare forzature come il riconoscimento di nuove figure giuridiche alternative al matrimonio e alla famiglia.

E invece proprio il raggiungimento di un simile risultato viene richiesto, con parole contorte ma nella sostanza chiare, dalla conclusione dell’ordine del giorno che giunge al voto nel Consiglio comunale di Roma, città che è punto di riferimento dei cattolici di tutto il mondo e custodisce le memorie di una civiltà basata sui valori fondanti della persona. Si chiede infatti «al Parlamento italiano di affrontare con urgenza questi temi, operando una sintesi tra le diverse proposte di legge presentate affinché sia finalmente possibile per gli enti locali individuare strumenti efficaci che diano alle diverse “comunioni di vita” presenti nella moderna società una risposta concreta e soddisfacente».

Un’indicazione puntuale, tutt’altro che generica. La conferma di una battaglia ideologica, che si avvale anche di aggettivi come «moderna» per sembrare al passo con i tempi, ma in realtà è lontana sia dalle esigenze e dal sentire della gente sia da una visione autenticamente umana della persona.

A queste cose invece la Chiesa guarda e perciò fa appello alla saggezza di chi porta la responsabilità di promuovere il bene comune. Non è sufficiente infatti l’intenzione di opporsi ad una decisione profondamente negativa, come sarebbe l’istituzione di un registro delle cosiddette “unioni civili”, per giustificare un ordine del giorno che alla fine tende al medesimo risultato.

I cattolici che siedono in Consiglio comunale, e tutti coloro che considerano la famiglia fondata sul matrimonio come la struttura portante della vita sociale, da non svuotare di significato attraverso la creazione di forme giuridiche alternative, saranno dunque presto chiamati a mostrare la propria coerenza e la propria determinazione. (15 dicembre, 2007)

Condivido l’articolo scritto da Miriam Mafai e pubblicato oggi su Repubblica.
Chi volesse commentare… lo faccia con fermezza e convinzione ma anche con serenità e pacatezza…

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Berlusconi

dicembre 14, 2007

 

I siti web dei giornali e i Tg, questa sera hanno fatto uno scherzo idiota a tutto il paese.

Si son presi gioco di noi, cittadini di questo paese triste, annunciando che Berlusconi in piazza a Bologna vestito in giacca, t-shirt e foulard ha trovato il coraggio di dire questo:

«Avevo trovato una decina di senatori che si sarebbero ribellati al voto di gruppo, soprattutto all’interno della Margherita e senatori eletti all’estero. Una decina che volevano costituirsi in un gruppo autonomo e votare liberamente dando il loro no alla legge finanziaria. Qualcuno di questi senatori è stato pedinato e filmato mentre veniva a casa del leader dell’opposizione. Qualcuno di questi senatori  è stato interrogato e intimorito dai pubblici ministeri con interrogatori durati anche otto ore. Qualcuno è stato intimorito, qualcuno comprato dallo shopping che il governo ha fatto con i nostri soldi durante il percorso della legge finanziaria».

«Ho cercato di convincere senatori della Margherita ed eletti all’estero. Ho cercato di convocarli e convincerli. Con qualcuno sono stato a cena anche otto volte. Ho utilizzato il metodo maieutico. Pensando che qualcuno di loro potesse anche avere un registratore ho fatto tanta attenzione e, con estrema correttezza ho fatto ciò che fa un uomo politico per convincere gli altri».

E’ ovvio che Berlusconi non possa aver detto queste cose in piazza a Bologna. E’ una bufala… vero?

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