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Paola Binetti e Clemente Mastella

dicembre 7, 2007

Paola Binetti Clemente Mastella

Le idee della senatrice Paola Binetti sul tema dell’omosessualità sono note. Basti ricordare cosa disse nel mese di marzo durante la trasmissione Tetris di La7: “un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico” indicando l’omosessualità come una forma di devianza della personalità, una malattia da curare.

Ieri la senatrice Binetti ha votato contro la fiducia al suo governo, ritenendosi impossibilitata a votare il seguente articolo del pacchetto sicurezza:

Dopo l’articolo 1, inserire i seguenti: «Art. 1-bis

1. All’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, il comma 1, è sostituito dal seguente:
«1. salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, anche ai fini dell’attuazione dell’articolo 4 della convenzione è punito:
a) con la reclusione fino a tre anni chiunque, incita a commettere o commette atti di discriminazione di cui all’articolo 13, n. 1 del trattato di Amsterdam;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per i motivi di cui alla lettera precedente».

Oggi Clemente Mastella, per l’ennesima volta, minaccia la crisi di governo se l’articolo sull’omofobia (così da lui citato) non sarà cancellato durante il passaggio alla Camera.

A parte le questioni tecnico legislative, è il contenuto che interessa. Viviamo in un paese in cui si è pronti a far cadere un governo purchè non si difendano diritti, colpendo le discrimanzioni, come capita in molti paesi europei. Paola Binetti e Clemente Mastella forse non sono al corrente che il trattato di Amsterdam è già stato ratificato dall’Italia.

La difesa dei valori cattolici da parte dei due senatori, tramite la politica, è cosa risaputa. Ma leggendo l’articolo in questione mi sorge un dubbio… sarà che i due senatori temono che i cattolici possano incitare o compiere atti di violenza verso altri? Penseranno che i cattolici possano commettere atti di provocazione pur di difendere i propi valori? Credono che i cattolici siano omofobi o possano essere denunciati per omofobia a causa del loro credo?

Se  pensano ciò… sono certamente un’imbarazzante minoranza, perciò smettano di continuare a dire che il loro operare in politica è in linea con il magistero della Chiesa Cattolica e in difesa dei valori de tanti cattolici italiani.

E’ la politica dei valori non negoziabili. Ciò che non è negoziabile per la gerarchia ecclesiale, non può essere discusso nel Parlamento italiano. Le unioni civili, il testamento biologico, la libertà sessuale, la fecondazione assistita… sono temi per la quale è lecito usare, anche all’interno delle coalizioni, l’arma del ricatto piuttosto che l’arte della democrazia. Dialogo, confronto e la ricerca di soluzioni legislative condivise sono ritenuti inutili… non essendo un tema negoziabile, non può essere trattato e se lo si fa, si ricatta la maggioranza degli alleati grazie ai piccoli, ma necessari numeri. E’ questa democrazia?

Ai due senatori suggerisco di riflettere, meditando sulle sagge parole di Anna Paola Concia del coordinamento nazionale del Pd: 

“Paola Binetti, con il voto contrario alla norma contro l’omofobia, tradisce se stessa, tradisce questo Paese, non rispetta la Costituzione e, facendo valere un vincolo esterno più delle sue responsabilità di parlamentare, viene meno al suo mandato. E tradisce me e il mio grande sforzo di donna omosessuale che si è messa davvero in gioco per aprire un dialogo anche con lei oltre gli steccati, oltre le ideologie, oltre i muri invalicabili che rischiano di far arretrare questo paese ai tempi bui. Mi appello al mondo cattolico – prosegue – perché faccia sentire la sua voce. Mi appello al PD perché si batta con tutte le sue forze affinché quella norma alla Camera non venga stralciata perché non sarebbe da paese civile. Senza questa norma non sarebbe un Paese in cui noi omosessuali possiamo vivere perché considerati dei reietti. E chiedo a Paola Binetti di domandarsi fino in fondo se il Pd è il suo partito, visto che quello che tutti vogliamo è che questo partito sia il partito del rispetto e del dialogo tra diversi”.

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