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Il New York Times racconta l’Italia

dicembre 13, 2007

Beppe Grillo New York Times 

Bisognerebbe voltar pagina. Nonostante le tante difficoltà del paese… ancora oggi ci tocca sentire, vedere, leggere di Berlusconi, attrici e compravendite di voti, di Mastella che ora è a favore del referendum anche se per mesi ha detto no al referendum, di Casini che pone out-out a tutte le forze politiche forte del suo 6%, di Gentiloni, Confalonieri e Fiorello che consegnano a Mike Bongiorno una laurea honoris causa, della Rai che in pochi giorni scarica la Bergmani (ex-segretaria personale del proprietario di Mediaset) a causa di presunte telefonate e accordi sui programmi con la concorrenza, e Saccà (resposnabile di Rai Fiction) per alcune raccomandazioni su attrici.

Intanto i prezzi continuano a salire, i lavoratori muoiono sul posto di lavoro, i giovani invecchiano a casa di mamma e papà e lavorano, grazie ad una laurea, presso un call center.

Il New York Times oggi pubblica un articolo sull’Italia con tanto di video e foto. Di cosa tratta? Arte, cultura, paesaggi, design, moda… pizza?

No. Nulla di tutto questo.

Dell’Italia scrive: “Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l’utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall’estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell’amministrazione pubblica sono invece tra i più alti.
Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri.
Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia.
Ronald Spogli, l’ambasciatore americano che conosce l’Italia da quaranta anni, avverte che l’Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell’America sono i business partner e l’Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi.
In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l’11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio”.

E per tirare sù il morale ai lettori scrivono di Beppe Grillo, del suo blog e del V-Day.

Ed ora?

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One comment

  1. […] Italiani, popolo di santi, poeti e naviganti! Ecco l’articolo che mi capitato di leggere oggi… Io sono d’accordo, e voi? Perch gli italiani sono il popolo pi infelice dell’Europa Occidentale? Il quotidiano New York Times cerca oggi di trovare una risposta a questa domanda in un lungo articolo in prima pagina che analizza il “malessere” degli italiani. Tutto il mondo ama l’Italia, ma l’Italia non si vuole pi bene: c’ un senso di malessere generale nel paese. E, per dirla con il neosegretario del Partito democratico, Walter Veltroni, scrive l’autore del pezzo, Ian Fisher, There is more fear than hope, gli italiani hanno pi paure che speranze. Il Nyt sottolinea che il “malessere” dell’Italia si estende a tutti i campi: economia, politica, vita sociale. I problemi che affliggono gli italiani sono in gran parte non nuovi – osserva il giornale – e questa pu essere proprio il problema maggiore. L’Italia ha creato la sua maniera di appartenere all’Europa, lottando come pochi altri paesi hanno fatto, con una politica di divisione, una crescita economica irregolare, il crimine organizzato e un senso tenue dello Stato, rileva il quotidiano americano. Il senso di frustrazione nasce anche dal fatto che i vecchi problemi della societ italiana continuano a resistere e in alcuni casi si sono aggravati mentre il mondo esterno continua a correre pi rapidamente. Ne parlano anche qui, qui e qui, qui, e ancora qui. […]



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