Archive for aprile 2008

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Fini, stessa fine?

aprile 30, 2008

11:44 Fini eletto presidente di Montecitorio con 335 voti
Gianfranco Fini è il presidente della Camera dei deputati. Fini è stato eletto al quarto scrutinio con 335 voti.

Vediamo chi l’ha preceduto nelle scorse due legislature:

  • Fausto Bertinotti oggi fuori dal Parlamento con tutto il suo partito
  • Pierferdinando Casini, siede in Parlamento con i suoi amici dell’Udc grazie ad uno striminzito 5% ottenuto alle elezioni
  • Luciano Violante, oggi fuori dal Parlamento dopo aver scelto di non candidarsi
  • Irene Pivetti, oggi mancata conduttrice televisiva in abiti succinti

Una piccola maledizione colpisce i Presidenti della Camera… l’on. Fini farà la stessa fine?

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Roma

aprile 28, 2008

18.09 – Comunali, lo spoglio
Con 2373 sezioni su 2600: Rutelli (Pd) 46,5%, Alemanno (Pdl) 53,5%

… ed ora tutti nel loft democratico a pensare quale posto dovrà occupare Rutelli, mentre su Via Salandra i tassisti fanno i caroselli.

Basta essere malinconici e crepuscolari… quindi festeggiamo comunque? 

E allora tutti alle 19,30 in piazza del Campidoglio.

20:06 Definitivo Roma: Alemanno 53,3%
Terminato lo spoglio per il sindaco di Roma. Gianni Alemanno viene eletto sindaco col 53,7%, contro il 46,3 di Francesco Rutelli.

Errori? … archiviare Romano Prodi e i suoi ministri, dare a uomini come Rutelli, Fioroni, Lusetti la storia del cattolicesimo democratico, imbarcare teodem e centristi chissà con quali speranze, rincorrere i temi della destra abbandonando la propria storia e cultura.

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Al Presidente della Repubblica

aprile 24, 2008

Firma anche tu la lettera

Signor Presidente della Repubblica,
l’associazione Libertà e Giustizia, si rivolge a Lei, con un appello che riguarda la chiusura del tribunale militare di La Spezia, prevista per il 31 luglio prossimo, ma che investe un problema molto più ampio e drammatico, quello cioè di un paese, il nostro, che ha prima nascosto e ora potrebbe chiudere del tutto senza giustizia, il capitolo delle stragi nazi-fasciste in Italia.

Durante l’occupazione tedesca, la popolazione civile diventò un obiettivo esplicito della repressione, bersaglio di una strategia punitiva e di una violenza quotidiana e capillare; il massacro dei civili non fu, quasi mai, un’azione irrazionale e senza senso ma divenne, come sottolineano gli studiosi di queste stragi, “uno strumento di potere, funzionale alla condotta del conflitto ed alla lotta contro i partigiani, ma anche al controllo totalitario della popolazione civile”.

Il ritardo con cui si è arrivati alla ricerca della verità sulle stragi nazi-fasciste, una vera e propria “amnistia per occultamento”,  è materia di discussione; sull’Armadio della Vergogna (centinaia di istruttorie insabbiate negli scaffali della Procura militare di Roma fino al 1994) poi, si è scritto molto. Dal 2004 ad oggi il Tribunale militare di La Spezia si è pronunciato su otto stragi compiute fra Toscana ed Emilia Romagna, e per altrettante sono ancora in corso le indagini.

Il 14 aprile scorso, nell’ambito del processo sulla Strage San Terenzo Monti, frazione del comune di Fivizzano, in provincia di Massa, sono stati rinviati a giudizio dal Pm del tribunale militare di La Spezia Marco de Polis undici ex ufficiali nazisti, con l’accusa di “concorso in violenza con omicidio contro privati nemici, pluriaggravata e continuata”. Fra il 19 e il 27 agosto 1944 furono trucidate 350 persone, tra cui donne e bambini, alcuni neonati.

L’apertura del processo è stata fissata per il 4 giugno ma è molto probabile che il procedimento non giunga a conclusione. Infatti la finanziaria 2008 prevede la chiusura, per il 31 di luglio, del Tribunale Militare di La Spezia, con il trasferimento degli atti ai tribunali di Verona e Roma.

Signor Presidente, l’Associazione Libertà e Giustizia, si rivolge dunque a Lei, affinché sia fatto il possibile per arrivare alla conclusione del processo e alla verità dei fatti. Con il trasferimento degli atti, il procedimento penale rischia di concludersi, quando si concluderà, con l’estinzione.

Non possiamo permettere che pagine terribili della storia del nostro Paese, vengano taciute. Per troppi anni in nome della “Ragion di Stato” migliaia di italiani inermi non hanno avuto giustizia e spesso, hanno vissuto in silenzio, come una sorta di ‘macchia’ da non rivelare, le atrocità subìte.

Con gratitudine,
Libertà e Giustizia

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Alitalia

aprile 23, 2008

Propongo alcuni quesiti…

Quale altro paese occidentale, oltre l’Italia, sarebbe pronto a mettere migliaia di lavoratori, aerei, torri radar, aeroporti e soldi nelle mani della compagnia aerea russa?

Oggi il futuro Presidente del Consiglio ha  dichiarato“Ci sara’ una dolorosa riduzione del numero degli addetti”. Cosa penseranno i lavoratori che hanno manifestato a fianco di Castelli, Maroni, Formigoni contro l’accordo con Air France?

A voi il testo di Antonio V. Gelormini pubblicato oggi:

E adesso la frittata è fatta. L’uovo si è rotto e ricomporlo non è mai riuscito ad alcuno. Air France-Klm, stanchi e sfiancati, hanno gettato la spugna. Deciso di farla finita con l’interminabile manovra di avvicinamento ad Alitalia ed hanno detto: “Basta. Adesso, se ne siete capaci, volate pure da soli. Stupiteci”.

Adesso si vedrà quanto lunghe siano le gambe di una cordata fantasma, più volte annunciata da Silvio Berlusconi, ma mai materializzatasi né all’orizzonte dei mercati borsistici, né sugli schermi radar degli istituti finanziari internazionali. Dichiarazioni d’intenti e disponibilità a rientrare nel “gioco delle parti” tantissime, impegni concreti, oltre quelli dei franco-olandesi, nessuno.

Con zampe corte, peso eccessivo e andatura goffa, mai gallina può dire di essere riuscita a prendere il volo. Nemmeno quelle più nobili dalle uova d’oro. Per volare, le zampe lunghe degli aironi, delle cicogne e dei fenicotteri sono senza dubbio più adatte. Soprattutto quando il decollo deve vincere gli affondi melmosi di una palude debitoria, che moltiplica all’inverosimile gli sforzi liberatori da un magnetismo gravitazionale di un milione di euro  al giorno.

Adesso, con Alitalia in piena crisi fallimentare, si continui a voler costringerla a mantenere fede al proposito (estorto?) di fare di Malpensa  l’hub  di un Nord Italia da vacche sazie e fienili stracolmi. Si continui a voler costringere i passeggeri a volare da Malpensa, senza toccare il traffico degli scali di Linate, Orio al Serio o Brescia. Si continui a voler essere paladini dell’identità nazionale con i soldi degli italiani, ma a rivendicare il federalismo fiscale quando il cestino della questua, per salvare la Compagnia di bandiera, arriva al proprio banco.

Aeroflot, Lufthansa, Air One, Banca Intesa, semplici sottoscrittori o finanzieri misteriosi è il momento di dimostrare di avere le gambe lunghe e di correre. Magari sbattendo forte, molte forte, le ali. Altrimenti la notizia dell’altezza effettiva del tre volte Presidente del Consiglio, checché ne dica il diretto interessato, farà il giro del mondo. E scoprire di avere un Cavaliere dal cavallo basso non allevierà, certo, la drammatica situazione di una società, e di migliaia di dipendenti, con l’ormai classico: “culo per terra”.

P.S.: Lettera di 2.300 dipendenti Alitalia

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V2-Day

aprile 22, 2008

v2-day

Sono passati solo otto mesi da quando Beppe Grillo in un giorno ha raccolto nelle piazze italiane oltre 300.000 mila firme.

Prima dell’8 settembre 2008 nessuno, se non il web, ne aveva parlato. Il giorno dopo tutti a raccattare un microfono e una telecamera per dispensare dichiarazioni a giornali e televisioni.

Per settimane il fenomeno Grillo fu trattato come se fosse venuto fuori dal nulla. Dopo di chè il silenzio.

In questi giorni la storia si sta ripetendo. Giornali e Tv non parlano del V2-Day che si svolgerà il 25 aprile (piazza principale Piazza San Carlo a Torino): 460 banchetti sparsi per tutta Italia (mappa) e punti di raccolta in 5 continenti.

Oggi Beppe Grillo ha elefonato in diretta a Radio 105 (ascolta).

All’estero scrivono, raccontano. In Italia no.

Il silenzio. Forse è il modo di difendersi dei media italiani… dopotutto la raccolta firme è per un’informazione libera:

1- abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.

Dopo il 25 aprile, come al solito, il 26 aprile televisioni e giornali racconteranno, dopo solo dopo, le file ai banchetti, le piazze gremite e per giorni politici, giornalisti, tuttologi diranno la loro su come rispondere alle esigenze dei cittadini, con quali strumenti comprendere il popolo dei “grillini”, il pericolo dell’antipolitica, ecc. ecc.

Il solito tran tran di dichiarazioni a caldo, le solite intenzioni, le solite promesse… per poi ricominciare a discutere di poltrone di governo, di summit in Sardegna con annesso Bagalino, di pericolo extracomunitari, la Lega Nord, il ponte sullo stretto, ecc. ecc.

Ribadisco ciò che scrissi mesi faHo sempre seguito Beppe Grillo, leggo il suo blog, assisto ai suoi spettacoli… grazie a lui ho iniziato ad usare Skype. Condivido molte sue battaglie. Come non condividere la lotta contro la privatizzazione dell’acqua, il sostegno ad Emergency o a don Ciotti, la denuncia del precariato (elogiata dal Presidente della Repubblica), dei mutui o delle vendite a rate che strozzano sempre più le famiglie. La difesa dei risparmatori Parmalat, Telecom, la divulgazione del video Crimen Sollicitationis, i Tango Bond Argentini…

Insomma, credo che le denuncie e le iniziative a difesa della colletività, dei cittadini, soprattutto quelli più deboli, siano sempre da sostenere. Ma un paese civile necessita di politica, no di antipolitica. L’Italia ha bisogno di politiche sane, di politiche capaci di dare risposte ai bisogni dei cittadini, politiche capaci di dare speranza e futuro alle famiglie. 

Beppe Grillo continui ad essere un campanello nelle orecchie di coloro che hanno il compito di governare… continui a fare domande, ad invitare la gente a pensare, ad agire… non contro la politica, ma per una politica migliore, una politica di qualità.

A tutto questo, coloro che siedono nella cabina di regia di questo Paese non possono far finta di nulla. E se lo fanno… un pizzico di antipolitica se la meritano (e le conseguenze).

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Buone e cattive notizie

aprile 21, 2008

Buone notizie:

  • Un ex-vescovo vince le elezioni in Paraguay. Fernando Lugo, vescovo di San Pedro, 57 anni, sospeso a divinis dal Vaticano, esponente della Teologia della Liberazione dell’ex sacerdote brasiliano Leonardo Boff (cacciato da Papa Ratzinger), è riuscito a metter fine a 61 anni di dominio del partito Colorado che dopo la fine della dittatura del generale Stroessner (1989), anche lui un Colorado, ha continuato a governare anche in democrazia. Così il Sud America, ad esclusione delal Colombia, è governato da leader di sinistra radicale (Venezuela, Bolivia, Ecuador, Argentina) o di centro-sinistra (Cile, Brasile, Uruguay, Perù).
  • Tim ha siglato l’accordo con Apple per la vendita in Italia dell’Iphone… previsto per l’estate. Molte sorprese in arrivo tra cui la non esclusività del prodotto. In pratica dopo qualche mese, contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi in altri paesi, anche altri operatori potranno vendere l’Iphone della Mac.
  • Basta un punto, nelle prosime 4 giornate, e la Juve il prossimo anno disputerà la Champions League, mentre il Milan rischia di rimanere fuori.

Cattive notizie:

  • Con molte probabilità… il leghista Maroni futuro ministro degli Interni, Bossi alle riforme (Bossi!!!), Bondi ministro dell’dell’Istruzione, università e ricerca (Bondi!!!), Calderoli vice-premier (Calderoli!!!), Bonaiuti ai Beni Culturali (Bonaiuti!!!), la Brambilla Ministro dell’Ambiente (la Brambilla!!!), Ignazio La Russa ministro della Difesa (La Russa!!!)
  • Renato Schifani… candidato del Pdl alla presidenza del Senato… Renato Schifani!!!
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Libero direttore di giornale

aprile 17, 2008

C’è chi fa il direttore di giornale.

C’è chi, con tutte le fatiche del caso, cerca di svolgere il proprio mestiere di direttore con il senso del dovere, scrivendo e raccontando la realtà. Nel rispetto dei propri lettori.

E c’è chi lo fa tralasciando il dovere di atteneresi alla realtà pur di scrivere contro qualcuno o qualcosa… fottendosene del diritto dei lettori di poter leggere notizie vere, reali su un quotidiano.

Per qualche direttore di giornale la libertà di informazione coincide con l’essere arroganti, di cattivo gusto, spregiudicati, falsi.

Poi ci sono i direttori di giornali che “beccati” nell’aver commesso un errore scrivendo il falso… fanno fatica a scusarsi e, quando lo fanno, cercano attenuanti esilaranti.

A che categoria farà parte il direttore Vittorio Feltri?

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