Archive for maggio 2008

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il volto di ogni uomo è immagine di Dio

maggio 22, 2008


(clicca sull’immagine)

Continua la sottoscrizione al Comunicato Stampa “il volto di ogni uomo è immagine di Dio” diffuso ieri da Chicco di Senape.

Per manifestare il vostro interesse, potete firmate questo testo, inviando una e-mail a chiccodisenape@gmail.com con il vostro nome e cognome e città o lasciando un commento sul blog.

Vi invito a diffondere il documento tra gli amici e i colleghi: scarica testo in pdf

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Comunicato stampa

maggio 21, 2008

Il volto di ogni uomo è immagine di Dio
un’opinione cristiana sull’emergenza sicurezza

Circa 200mila sorelle e fratelli zingari, in gran parte italiani, abitano oggi in Italia. Molti di loro sono oggetto negli ultimi giorni di persecuzioni intollerabili.

Gli zingari, e con loro tutti gli immigrati, appaiono ad alcuni nostri concittadini come nemici da odiare, respingere, rifiutare. Sono sotto i nostri occhi azioni che esprimono odio verso il diverso, un odio che la nostra storia occidentale ha già conosciuto.

Alcuni italiani credono che il rifiuto di chi è ritenuto “diverso” crei sicurezza per il territorio. Il bisogno di sicurezza appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo: la sicurezza è diritto e speranza di ogni uomo. È il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo.

Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando di fronte alle paure degli italiani. Paure provocate dall’incertezza economica – che riguarda un numero sempre maggiore di persone – e dalla presenza nelle nostre città di persone sradicate e povere che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.

La vera sicurezza è una prospettiva di vita degna di essere vissuta per noi e per i nostri figli, la possibilità di vivere in un ambiente accettabile e ospitale, sapere di non essere considerati rifiuti per il solo fatto di essere vecchi o malati. Senza questo non saremo mai sicuri.

Sappiamo bene che le ragioni della paura e dell’inquietudine stanno anche nella diffusione di forme odiose di criminalità e di comportamenti devianti – dei nativi e degli immigrati -, ma crediamo che la sicurezza sia una cosa terribilmente seria e delicata e come tale vada affrontata.

Sappiamo che occorre governare fenomeni sociali complessi: offrire un’informazione che aiuti a comprendere la complessità del reale e non a proporre false equazioni tra immigrazione e criminalità seminando odio e paura.

Occorrono politiche di integrazione rigorose e lungimiranti: interventi di riqualificazione del territorio, politiche penali rinnovate, che fondino la legalità sulla prossimità e sulla giustizia sociale.

Crediamo che si costruisca sicurezza laddove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, dove i cittadini partecipano alla vita comune.

Come credenti ricordiamo la preghiera di Gesù nell’ultima cena quando affida al Padre i suoi chiedendo che siano uno, come Lui e il Padre sono uno. Indicava cosi nell’essere uniti e coesi il valore più prezioso, lasciando come testamento uno stile di vita. Non possiamo dimenticare questa richiesta ai discepoli di essere strumento di unità.

Chiediamo ai fratelli credenti, ai figli di Abramo, uomo dell’accoglienza della volontà di Dio e di ogni ospite che si affaccia alla sua tenda, di non abbandonare la speranza e di lottare perché nel volto di ogni uomo sia rispettata, riconosciuta ed amata l’immagine di Dio.

E chiediamo ai nostri Pastori di accompagnare con voce forte la presenza del messaggio di amore che il Cristo ha affidato ai suoi, sostenendo ogni azione di servizio ai più deboli, nella tradizione dei discepoli dell’unico vero Maestro, che non ha rinunciato a combattere e denunciare ogni ingiustizia.

Il grido dell’Apocalisse (3,15-16) “…Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” scuota le nostre coscienze.

Torino, 21 maggio 2008

Il coordinamento di Chicco di Senape: Oreste Aime, Simona Borello, Nino Cavallo, Paolo Chicco, Claudio Ciancio, Giuseppe Elia, Tommaso Giacobbe, Paola Giani, Marco Mazzaglia, Ugo Perone, Enrico Peyretti, Franco Peyretti, Domenico Raimondi, Toni Revelli, Maria Adele Roggero, Ugo Gianni Rosenberg, Fiorenzo e Anna Maria Savio, Stefano Sciuto, Adriana Stancati Momo, Riccardo Torta.

Per manifestare il tuo interesse, firma questo testo, inviando una e-mail a chiccodisenape@gmail.com con il tuo nome e cognome e città o lascia un coomento al post.

Ti invitiamo a diffondere il Comunicato Stampa tra gli amici e i colleghi: scarica testo in pdf

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Mail di un’amica

maggio 20, 2008

Questa sera ho ricevuto una mail da una cara amica…

Carissimi,
come voi, da giorni, sono rincorsa da immagini e notizie sulle azioni di governo in merito alla situazione degli immigrati e dei rom nel nostro Paese. Ma oggi è una giornata particolare.

Stamattina sono stata svegliata dalla telefonata di Simona, ragazza rom domiciliata al campo della Cesarina, che, sotto la pioggia dalle 6.30, mi chiedeva di passare all´angolo della strada, dove di solito trascorre le giornate a raccogliere qualche offerta, per raccontarmi di ciò che accade al suo campo in questi giorni, della paura che hanno i bambini, di queste notti passate a dormire tutti insieme nelle roulotte meno isolate per prevenire eventuali aggressioni della popolazione del posto…L´ho ascoltata, come ogni mattina, da anni.

Dopo, a lavoro, aprendo la posta ho trovato una mail di Giovanni Bachelet con la poesia che trovate in calce.
Poi, ancora, per telefono, amici mi riferiscono di aver ricevuto richiami alla correttezza dei toni nel commentare i fatti di questi giorni.

A questo punto, non posso tacere. Né per Simona, né per me stessa.

Allora, lo dico a voi, perché condividiamo delle idee e perché ho già taciuto nei luoghi dei dibattiti e delle discussioni politiche dei giorni scorsi dove sono rimasta ad ascoltare per ore come si gestisce una opposizione “gentile” e dove non ho avuto la prontezza o il coraggio, e ne chiedo perdono a Simona per prima ma anche a voi tutti, di alzarmi e dire che io non ci sto.

Non ci sto in un partito che di fronte a questo clima si preoccupa di come si organizza un governo ombra con il bilancino e di come sussurrare il proprio dissenso…lievemente, pacatamente, educatamente. Non ci sto a non sparigliare le carte, a non denunciare i modi ed il merito, a non dire chiaramente ed esplicitamente no a un modo di fare politica e di affrontare i problemi che mi è lontano ed estraneo. Non ci sto a “prendere le distanze ma non troppo” sulla pelle di gente che sfugge alla povertà, che vive nell´incertezza di cosa dare da mangiare ai figli, che vive nella paura e passa le notti a vigilare e a guardarsi le spalle, che chiede disperatamente un lavoro ma non lo trova perché non è facile fidarsi di uno che vive in un baracca.

E´ vero, tra loro ci sono delinquenti e malfattori, violentatori e ladri di bambini. Esattamente come quelli che sono in mezzo a noi, nelle nostre famiglie difficili, nelle nostre periferie degradate, ma anche nella nostra banale e spesso bifronte ordinarietà.

Ma non è cacciando tutti che si risolvono i problemi. Non è cavalcando la rabbia e la paura dei nostri poveri verso altri poveri che si accumula consenso e legittimazione. Tutto ciò, semmai, serve a sgombrare il campo dalla visione di una povertà dolorosa e straniera, a zittire abilmente le richieste di sicurezza e benessere mentre si perpetuano politiche economiche nazionali e internazionali spregiudicate e inique. Non ad altro.
Per questo non posso tacere il dissenso verso una politica che, su questi temi, non si esprima con un “sì, sì” ed un “no,no”.

So che si tratta di un dissenso anonimo e debole. Il mio è un nome come tanti. Non ho titoli e non occupo scranni. Non sposto consensi.

Ma mi hanno insegnato che perché le cose funzionino ognuno deve fare la sua parte, per quanto piccola, fino in fondo. Ed è responsabile per quella.

La mia piccola parte è dire, per ciò che conta, che mi dissocio totalmente dall´opposizione leggera del Partito Democratico alle politiche sui rom, da chi a parole rifiuta il consociativismo ma non assume l’alternatività delle scelte. Lo dico a voi e lo dirò nei luoghi della politica: io sto dalla parte di Simona!

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Bertolt Brecht)

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Passaparola

maggio 19, 2008

Da oggi Marco Travaglio parlerà in diretta streaming ogni settimana il lunedì alle ore 14 attraverso il blog di Beppe Grillo. Una striscia settimanale che si chiamerà Passaparola.

Chiunque potrà trasmetterlo in diretta dal suo blog seguendo le istruzioni. Uno, mille, diecimila blog per una libera informazione. Passaparola.

Qui puoi copiare il codice per trasmettere in diretta sul tuo blog.

Diffondi l’iniziativa: http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/

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Capocannoniere

maggio 19, 2008

 

21 reti. Capocannoniere 2007-2008. Applausi.

Ed ora l’Europeo.

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Ogni forma di razzismo è peccato

maggio 16, 2008

Riporto l’articolo scritto da don Gino Rigoldi pubblicato oggi sul Corriere della Sera.

Alcuni amici tra le milleottocento aziende italiane operanti in Romania mi dicono che hanno cominciato ad assumere rom e, con loro grande sorpresa, li hanno trovati operai attivi e intelligenti. Io stesso osservo a casa mia alcune decine di Rom che lavorano duro dalla mattina presto alla sera. Nessun dubbio che chi commette reati debba essere punito. Detto questo, è possibile oggi affermare che ogni forma di discriminazione razzista almeno nei suoi effetti è un grave peccato contro Dio? Come cristiano e come prete sono desolato per i giudizi, gli insulti, i comportamenti di molte persone, singoli cittadini e amministratori i quali esprimono solo parole e azioni di rifiuto, rancore, disprezzo. Il giovane studente picchiato dai suoi compagni perché «sporco romeno» è uno degli esempi delle conseguenze possibili e purtroppo reali.
Una esagerata, opportunista utilizzazione del cosiddetto «tema sicurezza» sta creando nei nostri quartieri, tra molte persone, soprattutto gli anziani e le persone che vivono condizioni di povertà, un tipo di rifiuto che sta molto vicino all’odio. E l’odio è, per un cristiano, il peccato più grave. Il clima che viviamo è la prova
 
 

più provata della debolezza del messaggio cristiano nella nostra città. Non credo sia giusto parlare di fallimento della azione evangelizzatrice della Chiesa italiana ma qualche riflessione andrà pure fatta e qualche posizione presa anche perché è intollerabile il fatto che molti dei promotori di questa «sicurezza» si definiscano difensori della fede. Posso assicurare che non si può difendere la fede bestemmiando Dio e la vera bestemmia contro Dio è ogni forma di rifiuto, di rancore o addirittura di odio. L’amore del prossimo prevede certamente anche il conflitto, la pena e la punizione. Ma anche quando punisco o accompagno ai confini chi deve essere rimandato nella sua nazione devo sapere che sto trattando con un mio fratello e una mia sorella. Perché il nucleo della fede cristiana sta nella affermazione che ogni uomo e ogni donna, di qualunque religione, nazione, colore, appartenenza, sono comunque figlio o figlia di Dio. Noi possiamo avere opinioni politiche o sociali diverse. Sulle questioni diverse dal dogma o dai fondamenti della morale possiamo addirittura essere in disaccordo col Papa.

Ma non possiamo, come cristiani, permetterci di essere in disaccordo con Gesù Cristo. Credo che un bel po’ di cristiani debbano pensarci un qualche tempo prima di ritornare in chiesa e fare la comunione perché, come ha detto Gesù: «Chi mi ama osserva i miei comandamenti». Qualcuno pensava in passato che fosse difficile credere ai concetti, ai ragionamenti teologici. Oggi, più che mai, la difficoltà della fede sta nel credere alla legge della giustizia e dell’amore. Vale la pena che cominciamo a mettere in seria crisi il nostro modo di essere cattolici. Infine, come cristiano e come sacerdote, raccomanderei a chiunque di non ergersi quale difensore della fede. Dio sa difendersi benissimo anche da solo. Quello che dobbiamo sapere e fare è già scritto.

Gino Rigoldi

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Prodi’s Silence

maggio 14, 2008

E intanto, dopo Lamberto Dini e l’Avvenire, anche Famiglia Cristiana si lamenta già del nuovo governo Berlusconi IV…

“Non era mai accaduto nella storia della Repubblica, da De Gasperi a Prodi. È questa la vera svolta del Berlusconi IV: nel Governo non c’è un solo ministro cattolico dichiarato. Neanche uno che sia espressione di associazioni e movimenti le cui radici affondano nella dottrina sociale della Chiesa.”

Come dire… chi è causa del suo male…

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