Archive for giugno 2008

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Laicità al futuro

giugno 25, 2008

 SEMINARIO DI STUDIO E RIFLESSIONE

LAICITÀ AL FUTURO

Bose-Ivrea, 27-29 giugno 2008

 

 Sabato 28 giugno (monastero di Bose)

 9,00      Laicità all’opera: l’amicizia come dimensione politica

             Ernesto Preziosi

9,30      Laicità: qualità nelle relazioni, communitas futura

            Enzo Bianchi

10,00    Laicità plurale: le parole ritrovate nella Costituzione italiana

            Renato Balduzzi, Salvatore Natoli, Luigi Pizzolato  

Pranzo

15,00    Lettura del voto cattolico

            Roberto Weber (SWG)

17,00    Cattolici e politica (tavola rotonda)

            Guido Formigoni (Città dell’uomo), Franco Pasquali (Retinopera), Lino Prenna (Agire politicamente), Giorgio      Santini (Cisl), Grazia Villa (Rosa Bianca)

 

Domenica 29 giugno (Ivrea –   Università degli Studi di Torino – Sede decentrata di Ivrea, Via Monte navale c/o ex Officine H)

9,30      Pensare laicità, raccontare cittadinanza (tavola rotonda)

            Introduce: Rosy Bindi

            Intervengono: Pierpaolo Baretta, Savino Pezzotta, Walter Veltroni

11,00    Conclusioni 

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Hope Act Change

giugno 24, 2008

HopeActChange

Il 13 giugno “Yes we can“, canzone-video che sostiene la candidatura di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d’America, ha vinto un Emmy Awards categoria “New Approaches in Daytime Entertainment”. Sono state riconosciute le innovative tecniche di produzione e l’uso dei mezzi di comunicazione per sostenere la valorizzazione dei contenuti. 

Anche io posso dire: “Ho vinto un Emmy Awards!, uno dei più importanti premi della musica internazionale”. Ho vinto insieme a più di 4.000 persone. Nell’elenco dei partecipanti al video sono il 973.

Il successo, oramai planetario, di Obama è indiscutibile. Ora tocca agli americani, con il loro diritto al voto, concretizzare il cambiamento. Cambiamento che qualcuno comincia a temere (riporto il post inerente l’attacco hucker al sito web).

Non ci resta che continuare. Vi invito a partecipare alla campagna HopeActChange.com.

E’ semplice: vi iscrivete, inserite la vostra foto e anche voi farete parte del video “Yes we can“. Così aumentiamo anche la presenza degli italiani.

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Last week a coordinated attack was launched on our HopeActChange.com community in an attempt to extinguish the message of hope, personal action and enacting positive change that was inspired by Barack Obama and made into an American mosaic through the efforts of thousands of citizens. Our all-volunteer, Obama-inspired website – now with over 4,000 members and growing every day – was sabotaged by a small group of individuals who improperly flagged thousands of images that had been submitted by you and citizens across America, rendering roughly 20,000 family-oriented photos removed from view.

We are happy to report that the images have since been restored to the HopeActChange.com website and their appearance within will i am’s Yes We Can video is once again fully functional. Despite this attack, the HopeActChange.com community will continue to remain entirely open and self-policing.

The synchronized assault is a painful reminder that there will always be people who spend their time and energy trying to disrupt and dismantle inspiring movements of hope, action, and positive change. The fact remains that such people will always fail, for their intentions and actions are rooted in negativity, corruption, and falseness, and they stand in direct opposition to the “better angels of our nature.”

Now is the time to take a stand against the cynics and troublemakers who have tried to bring down our community. Let’s show the world how strong our belief in positive change is by acting now and re-doubling our efforts to grow our community. Spread the word and make our voices heard. As Senator Obama has inspired us: “Nothing can stand in the way of millions of voices calling for change.”

Let’s turn our 4,000 members into 40,000 – invite 10 friends to join HopeActChange.com.

Yes We Can!

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Sagge parole

giugno 19, 2008

“Caro presidente, nell’interesse del nostro popolo, faccia un grosso sacrificio e affronti la sofferenza di una procedura dove penso che le sue dichiarazioni e l’appoggio dei suoi avvocati possano giungere a una soluzione di verità. Il servizio alla cosa pubblica molte volte porta a pagare un prezzo elevato, ma questo è infinitamente più meritorio che assumersi la paternità di una rottura e far precipitare il Paese in uno scontro di cui non si comprenderebbe l’esito”.

Leggi l’articolo:
Scalfaro sfida il premier: si presenti ai giudici
Deve superare il «complesso dell’imputato»

Marzio Breda – Corriere della Sera 19-06-2008

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Caimano

giugno 18, 2008

Ecco la lettera che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato ieri al presidente del Senato Renato Schifani. Il testo è stato diffuso da Palazzo Chigi.

“Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto ‘decreto sicurezza’ un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali. I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria. Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare. Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale. Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale. La informo quindi che proporrò al Consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato. Cordialmente, Silvio Berlusconi”.

Riporto, condividendolo, il post pubblicato ieri su Wittgenstein

La goccia, e il vaso traboccato
Io lo so che i simboli contano più di quanto non contino per me, che tendo spesso ad essere eccessivamente pragmatico e concreto. E però a me sta un po’ sulle palle che a eccitare l’indignazione della sinistra, e le proteste definitive e minacciose dei suoi leader, sia stata l’eventualità di una legge che impedisce di processare il primo ministro, e non la ventilata abolizione della legge Gozzini, la stretta incivile sugli immigrati o l’affossamento di ogni disciplina e progetto sul sistema dell’informazione.
A me sta sulle palle che l’unica cosa su cui non si tratta sia la speranza di una condanna per Berlusconi, mentre si può dialogare sulle condanne per tutti quanti noialtri. A me sta sulle palle che delle piccole élites privilegiate predichino lo scandalo di una legge ad personam, trascurando il fatto che tutte le altre leggi colpiscono personam di cui si disinteressano.
E mi chiedo dove sia finito quel “capire gli interessi della gente”, se si pensa che agli elettori che in massa hanno votato Berlusconi interessi davvero la sua condannibilità piuttosto che mille altre cose che colpiscono le loro tasche e le loro vite. Con l’eccezione di quelli così allenati all’indignazione antiberlusconiana da essere disposti a far mettere in galera i clandestini a centinaia purché si mantenga una speranza che in galera ci vada anche Berlusconi.
Mettetevelo in testa: le elezioni le abbiamo perse, e le ha vinte un centrodestra pessimo e guidato da uno come Berlusconi. Se volevate un paese fatto a misura della sinistra, lo educavate meglio e vincevate le elezioni. Adesso sembriamo i tifosi della nazionale che protestano se l’Olanda fa il biscotto. Le abbiamo perse, e ora cerchiamo di stabilire delle priorità: tra le mie – e quella di moti altri- la processabilità del primo ministro non è la prima.

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Belle notizie!

giugno 16, 2008

Palermo, 19:04
AMMINISTRATIVE: SICILIA, CENTRODESTRA ‘VOLA’ OVUNQUE

Il centrodestra in forte vantaggio ovunque alle elezioni provinciali in Sicilia. I primi dati, sebbene molto parziali, vedono il Pdl e i suoi alleati Udc e Mpa, dilagare in tutte e otto le province dove si e’ votato. A Messina la punta massima dei consensi, pari all’83%, segue l’81% a Palermo, Agrigento con il 72%, Caltanissetta (65%), Catania (77%), Siracusa (70%), Trapani (68%). Chiude Enna, dove il Pdl, in avvio di spoglio ottiene ‘solo’ il 56% dei consensi.

Che dite, sono i risultati dell’opposizione ombra?

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Lettere

giugno 15, 2008

Poco più di un anno fa la lettera scritta da Chicco di Senape non ebbe la “fortuna” di esser pubblicata sul giornale diocesano. 

Mentre altre lettere, “dai contenuti forti”, vengono pubblicate, dopo un lancio di agenzia pre-uscita (pubblicata su Corriere, La Nazione, Repubblica e altri giornali nazionali), su La Voce del Popolo in prima pagina e pubblicate sul sito della diocesi torinese.

Fortunatamente la lettera si conclude con l’irrefrenabile desiderio di conoscere l’opinione altrui. Desiderio della scrittrice o della direzione, del suo direttore o dell’editore?!

Sarà il caso di mandare qualche mail?

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Ecco la lettera: Compagni di chi?

Mi permetto di portare la Vostra attenzione verso una situazione che mi genera perplessità e anche bisogno di una Vostra opinione. Per diversi anni mi sono impegnata politicamente per la Margherita di Torino, portando avanti, all’interno di un discorso di democrazia rispettosa di pluralità ed alterità, i valori morali cattolici che caratterizzano me e le persone che mi hanno sostenuta e votata. Adesso, come ben noto, non siamo più Margherita ma Pd (Partito Democratico). Mi rendo conto che gli inizi sono sempre difficili e ci vuole pazienza, attenzione e delicatezza al quadrato – benissimo, ragionevole – ma deve essere da parte di tutte le parti. Veniamo al dunque: è giusto, rispettoso, delicato che in una sede del Pd cittadino ci siano affissi, sia all’interno che in vetrina, simboli, poster di un passato di “Unità”? È giusto che alcuni membri del Pd si rivolgano a tutti gli altri chiamandoli “compagni” ? Personalmente non mi piace, e mi infastidisce. Il passato va rispettato ed accolto per i suoi valori di esperienza, come errori da non ripetere, come successi da ricordare; va ricordato ed esposto nelle sedi giuste come ad esempio musei, biblioteche storiche, casa propria. Ma in una sede di partito che dice di essere nuovo, tutto deve essere tale, evitando tanti altarini e rigurgiti nostalgici di un passato comunque finito, ed anche nell’insuccesso ! Qualcuno forse pensa che dobbiamo farci da parte noi cattolici, cospargendoci il capo di cenere perché esistiamo, professando la politica nelle catacombe… In alternativa potremmo adeguarci al nuovo sistema e fare politica chiamandoci anche all’interno del Pd: “fratelli”… Sperando di non aver offeso alcuna sensibilità, ma di aver fatto cogliere quante difficoltà ci sono nel cercare di portare avanti dei discorsi politici per noi cattolici, mi piacerebbe conoscere la Vostra ed altrui opinione in merito.

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Del Piero, capitano

giugno 13, 2008