Archive for the ‘politica’ Category

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Che errore

luglio 15, 2009

In passato ho già detto il mio pensiero su Beppe Grillo. Vale ancora oggi, ma penso che negare la tessare del Pd a Beppe Grillo ed impedirgli di partecipare alle primarie sia un’idiozia.

I responsabili di questa decisione compiono un grande errore. Finalmente poteva esser giunto il momento di confrontarsi sul serio con chi viene catalagato come “antipolitica” ma che, difficile negarlo, ha grande seguito soprattutto tra ex-elettori, potenziali elettori e attuali elettori del Pd e di coloro che si rispecchiano in una cultura di sinistra.

Quanti elettori del Pd condividono i commenti di Beppe Grillo su D’Alema, Fassino, Rutelli?

I sondaggi on-line danno qualche indicazione (L’Espresso, Corriere).

Possibile che i leader del Pd non ricordino cosa dichiaravano solo due anni fa in occasione del primo V-Day?

Poteva essere una grande occasione. La stanno sprecando.

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Sciopero dei blogger

luglio 14, 2009

BlogDome aderisce alla giornata di silenzio per la libertà d’informazione on line.

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Sollicitudo rei Meridionalis

febbraio 13, 2009

Nei giorni 24-25 gennaio 2009, rappresentanti di diverse associazioni ed istituzioni uniti in «un patto di amicizia» per il Mezzogiorno, ci siamo incontrati a Molfetta per studiare, riflettere, raccontare il nostro amore per il Paese, nostro grande Bene Comune, visto da chi vive nel Mezzogiorno d’Italia. Per questo: CI IMPEGNIAMO A

DENUNCIARE:
le volte in cui abbiamo creduto di risolvere i problemi puntando su singole figure politiche, ecclesiali, industriali, senza capire che se non ci sono istituzioni forti non possono esserci fondate prospettive. Il Mezzogiorno ha sempre puntato più sugli uomini e meno sulle regole di convivenza democratica indebolendo le istituzioni e la pubblica amministrazione. Abbiamo bisogno di leadership collettive espressione di un contesto virtuoso istituzionale ed amministrativo;
la debolezza strutturale della coscienza collettiva meridionale. La costruzione di questa coscienza – come indicavano illustri personalità come L. Sturzo, A. Gramsci, G. Salvemini – necessita di paziente tessitura di relazioni, risvegliando una nuova attenzione alle tante diseguaglianze della nostra società che aumentano soprattutto nei periodi di crisi;
le nostre lentezze, anche all’interno della comunità ecclesiale. Si deve uscire dall’autoreferenzialità ed entrare in dialogo col mondo che sta cambiando strutturalmente, accettando con umiltà le difficoltà a vivere la complessità. Riteniamo, ad esempio, certamente un segno profetico il «Progetto Policoro» (un progetto per una cultura rinnovata del lavoro, promosso dalla Chiesa italiana), ma ci sembra urgente che vi sia un attento e dinamico raccordo con la società che cambia;
una diffusa mentalità mafiosa in cui è immersa una parte notevole del Paese e del nostro Mezzogiorno che rischia di alimentare l’inoperosa ed omissiva rassegnazione a prassi del passato. Rinnoviamo il nostro sostegno agli imprenditori che denunciano il racket, alla magistratura ed alle forze dell’ordine che con professionalità e coraggio hanno permesso di sferrare duri colpi alle consorterie criminali che violentano il nostro futuro;
la generale crisi della democrazia nel nostro Paese, risultato di operazioni di conventicole miranti solo a interessi particolari, che offendono il desiderio di partecipazione. Tra i mali che ci sembra di individuare ci sono i mandati parlamentari a tempo indeterminato, le liste elettorali bloccate, la mancanza di trasparenza pubblica, i rimborsi elettorali anche a quei partiti che non hanno ancora maturato pienamente la cultura del dialogo democratico al proprio interno. Occorre pertanto puntare su nuove modalità di selezione della classe politica: sia con partiti più partecipati che con le primarie per ravvivare un diverso e più trasparente e non strumentale rapporto con il territorio.

RINUNCIARE:
ai nostri campanilismi municipali e regionali, per un approccio «interregionale». Abruzzo e Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, devono provare a ripensarsi in termini più ampi, creare protagonismo nel Mediterraneo, con la ricchezza delle proprie storie particolari;
ad una classe dirigente dal «fiato corto» che, nel migliore dei casi, progetta in base al ciclo amministrativo entro il quale prevede di «durare»;
a taluni privilegi propri di una cultura consumista, al fine di venire incontro alle legittime istanze dei fratelli che vivono più a «Sud» di noi. In questo, la diffusione di «Banca Etica» al Mezzogiorno può diffondere una cultura alternativa sul risparmio e sulla redistribuzione delle ricchezze: il risparmio e il credito rappresenteranno sicuramente un fattore importante per lo sviluppo locale;
a considerare i nostri giovani protagonisti solo nella retorica dei discorsi, destinandoli ad un futuro di «cervelli da esportazione». Scuola, università, formazione continua sono le chiavi per lo sviluppo e pertanto vogliamo scommettere nella opportunità di reti culturali per alta formazione post-universitaria con particolare attenzione alle politiche pubbliche. Il salto di qualità nel campo dell’istruzione deve essere sapientemente collegato, attraverso una nuova stagione di politiche pubbliche, alla innovazione degli itinerari e dei percorsi, alla valorizzazione della creatività dei talenti personali e all’orientamento verso il lavoro produttivo.

OFFRIRE:
lo stile del lavorare insieme, facendo bene ciascuno la propria parte e scommettendo su una rete di cooperazione e reciproca promozione. Ci proponiamo di attivare tra le persone e i diversi soggetti un tessuto di amicizie, che sia dinamico, paritario, aperto, non strutturato, capace di avvalersi delle opportunità offerte dai nuovi media e finalizzato a liberare nuove energie democratiche. La rete può diventare volano per la crescita di nuovi stili di partecipazione dal basso.
le risorse, le competenze, le energie che il Mezzogiorno ha e che deve coltivare senza «arrendersi» a modelli di sviluppo «distanti». Far leva sulle cose che abbiamo e che costituiscono già oggi la base per il nostro sviluppo. Un certo modo di fare politica non comprende che nel Mezzogiorno ci sono le condizioni per un modello di sviluppo alternativo, basato concretamente su energie alternative, sia in fase di produzione che di sviluppo delle nuove tecnologie, nonché sulla qualità dei servizi di accoglienza turistici e culturali ai quali sono interessati i popoli asiatici che si affacciano a queste prospettive; sulla valorizzazione dei porti come Taranto, Gioia Tauro, Napoli. Infine, la risorsa illimitata è costituita dalle persone – a partire dai giovani universitari – e dalla loro volontà di tessere relazioni. Nell’economia globale conta la quantità di idee immesse nel processo di produzione, piuttosto che i fattori materiali.

* * *

Nonostante le tante difficoltà, giudichiamo questo tempo propizio per il cambiamento. Sono molti i possibili epiloghi del nostro destino ma molto dipenderà dalle energie che vi sapremo immettere, perché il futuro è nelle nostre mani.

Vi invitiamo a percorrerlo insieme.
Molfetta, 9 febbraio 2009

Puoi sottoscrivere questo manifesto inviando un messaggio mail, con oggetto: “adesione Manifesto per il Sud” a presidente@argomenti2000.it. Sono graditi contributi ed opinioni .

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Ottimismo

novembre 25, 2008

“I consumatori oggi sono gli arbitri della situazione. Per le banche e le imprese non cambia nulla ma se le famiglie cambiano i loro stili di vita e si fanno prendere dall’atmosfera di catastrofe diffusa dalla sinistra e dai loro giornali, allora si ridurranno i consumi e veramente ci sara’ la crisi”.

Silvio Berlusconi durante un comizio a Montesilvano torna a chiedere fiducia e ottimismo: “La profondita’ della crisi sara’ determinata dai cittadini”, osserva il premier. (AGI)

Insomma… nonostante le settimane di cassa integrazione… ottimismo gente, ottimismo!

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Yes we can

novembre 5, 2008

Friend
I’m about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first. We just made history. And I don’t want you to forget how we did it. You made history every single day during this campaign every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it’s time for change.
I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign. We have a lot of work to do to get our country back on track, and I’ll be in touch soon about what comes next. But I want to be very clear about one thing. All of this happened because of you.
Thank you,
Barack

Amici
Sto per andare al Grant Park per parlare a tutti quelli che si sono radunati là, ma prima ho voluto scrivervi.
Abbiamo appena fatto la storia. E non voglio che dimentichiate quello che abbiamo fatto. Voi avete fatto la storia ogni giorno in questa campagna elettorale, ogni giorno nel quale avete bussato a una porta, fatto una donazione o parlato ai vostri familiari, amici, e vicini sui motivi per i quali credete sia giunto il momento di cambiare.
Voglio ringraziare tutti voi che avete regalato tempo, talento e passione a questa campagna. Ora abbiamo molto lavoro da fare per rimettere il nostro Paese in carreggiata, e saremo presto di nuovo in contatto per ciò che deve avvenire. Ma voglio essere molto chiaro su una cosa. Tutto quello che è successo è successo grazie a voi.
Grazie,
Barack

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La storia si decide oggi

novembre 4, 2008

Vote for Obama

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Approvato il decreto Gelmini, ma da chi?

ottobre 29, 2008

10:36 Senato, approvato il dl Gelmini
Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge.

Il ministro Gelmini, approvato il decreto, dichiara: “Si torna alla scuola della serietà e del merito”. Questo il suo commento a caldo al via libera dato dal Senato alla riforna della scuola.”Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l’introduzione dell’educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani”. “Entro una settimana – annuncia – presenterò il piano sull’Università.

Cortei in tutta Italia, lezioni in piazza, iniziative web, manifestazioni creative e pacifiche. Primi scontri tra studenti e prime cariche delle forze dell’ordine… per la felicità di Cossiga.

E’ bene prestare attenzione isolando questi pochi, piccoli gruppi.

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