Posts Tagged ‘Bologna’

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Rai per una notte

marzo 25, 2010

Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Sandro Ruotolo, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.

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Diritto di parola

aprile 3, 2008

In queste settimane di campagna elettorale italiana, anche Giuliano Ferrara continua la sua battaglia politica… che non condivido.

Fino a ieri i suoi comizi in piazza sono stati praticamente deserti. Dopo i primi giorni anche le apparizioni televisive sono molto diminuite, mentre il giornale che dirige è diventato l’unico organo di partito.

Non condivido le sue idee, le sue “proposte politiche”, l’uso distorto che fa dei valori della fede… ma non condivido neanche le contestazioni violente che ha subito a Bologna per impedirgli di parlare ed esprimere le sue idee in pubblico. Sarebbe stato meglio lasciarlo nella sua solitudine elettorale.

L’unico risultato… gli si è fatto ottenere le prime pagine dei giornali, regalandogli un po’ di popolarità mediatica in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Complimenti!

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Il diritto di parola
di Miriam Mafai, Repubblica – 3 Aprile 2008

Fossi stata ieri sera a Bologna, sarei stata dalla parte di Giuliano Ferrara, contro coloro che, con la violenza, gli hanno impedito di parlare. Fossi stata ieri sera a Bologna, avrei difeso il diritto di Giuliano Ferrara di esporre in pubblico le sue idee, che non condivido, che combatto e continuerò a combattere scrivendo su questo giornale e partecipando a incontri e manifestazioni in difesa della legge 194, della libertà delle donne e della laicità dello Stato. Fossi stata ieri sera a Bologna avrei difeso Giuliano Ferrara dalla insensata aggressione di cui è stato vittima perché non credo, non ho mai creduto, nemmeno in tempi assai più torbidi di quelli che attraversiamo, che sia lecito aggredire e togliere con la forza la parola a qualcuno di cui non condividiamo le posizioni. La scena alla quale abbiamo assistito ieri sera a Bologna mi appare una sorta di grottesca replica di altre aggressioni che abbiamo visto in anni lontani contro militanti e manifestazioni di opposti schieramenti. Una replica grottesca, ma non per questo meno pericolosa. I ragazzi e le ragazze che lanciavano contro il palco e l’oratore insulti, pomodori e qualche corpo contundente avevano facce allegre, divertite. Ne abbiamo viste facce così, altrettanto allegre e divertite, in altre manifestazioni e cortei, che hanno dato luogo poi, in breve volger di tempo, ad aggressioni e violenze di cui noi, e tutto il paese, abbiamo conosciuto le conseguenze. Può essere infatti molto breve la strada che, dal gusto un po’ infantile del dileggio, conduce al più robusto piacere della violenza con lo stesso obiettivo. Quello di costringere l’avversario politico, trasformato in nemico, prima all’umiliazione e poi al silenzio. E’ intollerabile. Non solo in nome della famosa ed abusata massima volterriana che vuole che io difenda fino alla morte il diritto di un avversario a sostenere una tesi che non condivido, ma per una esperienza recente. Perché conosco, come tutti coloro che hanno attraversato la storia degli ultimi anni di questo paese, il pericolo di una esasperazione, non più controllabile, dei contrasti politici. La democrazia, nella quale crediamo, è fatta – lo sappiamo tutti ma va forse ripetuto – di opinioni diverse, opposte, contrastanti e del diritto di ognuna di queste di esprimersi in pubblico, raccogliendo consensi e dissensi. Giuliano Ferrara incarna in questo momento una posizione politica e culturale che mi offende come donna e che rischia, se fosse vincente, di far tornare centinaia di migliaia di donne alla vergogna ed alla sofferenza degli aborti clandestini. Ma non saranno i pomodori e le uova o i corpi contundenti lanciati contro un palco e un oratore a sconfiggere quelle posizioni. La democrazia non viene messa in pericolo dalle posizioni di Ferrara, ma rischia di essere messa in pericolo da quei pomodori, da quelle uova, da quel dileggio esibito e feroce e da quella violenza.