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“E ora considerate se questo è un uomo”

gennaio 11, 2010

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d’asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia
E le nasconde sotto i cartoni
E dorme sopra i cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato”,
Certo che ha sbagliato,
L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro, e da Milano,
Per l’elemosina di un attenuante,
scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera,
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia con i cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive fra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all’ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre i deserto
Alla sua terra – “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa,
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

ADRIANO SOFRI
“Nei ghetti d’Italia questo non è un uomo”
LA REPUBBLICA, 12 GENNAIO 2010, PAG. 7

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Meic, boccia i decreti Gelmini

ottobre 27, 2008

«Decreto Gelmini senza linea pedagogica», dura mozione del Meic

L’assemblea approva anche un testo per chiedere diritti più accessibili per gli immigrati

Tra le mozioni approvate nell’ultima giornata dell’assemblea del Meic, una boccia senza appello i decreti Gelmini. «I contenuti non sembrano essere il frutto di un chiaro e coerente disegno pedagogico», si legge nel testo approvato, e «non manifestano alcuna finalità educativa, salvo che si consideri l’educazione come equivalente ad una più dura disciplina, e la valutazione degli studenti come identica ad una semplice assegnazione di voti numerici». Un “no” deciso anche ai tagli («spendere meno non è spendere meglio») e alle classi-ponte per immigrati («condurrebbero a risultati opposti rispetto all’obiettivo dell’integrazione e della cittadinanza»). Il Meic chiede perciò il ritiro immediato dei decreti e la loro trasformazione «in un disegno di legge da sottoporre alla discussione del Parlamento e ad un ampio dibattito nella scuola e nella società civile» senza consultare le quali le riforme non sono possibili.

Una seconda mozione chiede più diritti per «i nuovi cittadini», gli stranieri presenti nel nostro paese: possibilità del voto alle elezioni locali, acquisizione semplificata della cittadinanza, sollecitando un «ripensamento dell’identità nazionale non solo come eredità del passato, bensì come progetto rivolto al futuro e capace di includere quanti vivono e lavorano nel nostro Paese, realizzando per tutti un equilibrato sistema di diritti e di doveri».

In chiusura via libera anche a un terzo testo, dedicato al rilancio del Sud e promozione di una cultura della legalità.

Il testo della mozione sulla scuola
Il testo della mozione sugli immigrati
Il comunicato stampa sulla mozione ”scuola”
Il testo della mozione sul Sud

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il volto di ogni uomo è immagine di Dio

maggio 22, 2008


(clicca sull’immagine)

Continua la sottoscrizione al Comunicato Stampa “il volto di ogni uomo è immagine di Dio” diffuso ieri da Chicco di Senape.

Per manifestare il vostro interesse, potete firmate questo testo, inviando una e-mail a chiccodisenape@gmail.com con il vostro nome e cognome e città o lasciando un commento sul blog.

Vi invito a diffondere il documento tra gli amici e i colleghi: scarica testo in pdf

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