Posts Tagged ‘partito democratico’

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Che errore

luglio 15, 2009

In passato ho già detto il mio pensiero su Beppe Grillo. Vale ancora oggi, ma penso che negare la tessare del Pd a Beppe Grillo ed impedirgli di partecipare alle primarie sia un’idiozia.

I responsabili di questa decisione compiono un grande errore. Finalmente poteva esser giunto il momento di confrontarsi sul serio con chi viene catalagato come “antipolitica” ma che, difficile negarlo, ha grande seguito soprattutto tra ex-elettori, potenziali elettori e attuali elettori del Pd e di coloro che si rispecchiano in una cultura di sinistra.

Quanti elettori del Pd condividono i commenti di Beppe Grillo su D’Alema, Fassino, Rutelli?

I sondaggi on-line danno qualche indicazione (L’Espresso, Corriere).

Possibile che i leader del Pd non ricordino cosa dichiaravano solo due anni fa in occasione del primo V-Day?

Poteva essere una grande occasione. La stanno sprecando.

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I cattolici al tempo del Pd

ottobre 13, 2008

di Rosy Bindi, L’Unità 13/10/2008

Il ruolo della religione nella società contemporanea è tornato con forza al centro del dibattito culturale e politico. I recenti interventi di Benedetto XVI, sulla laicità nel viaggio apostolico in Francia e sui rapporti tra Stato e Chiesa pochi giorni fa al Quirinale, hanno rilanciato la riflessione sul rapporto tra fede e politica.

Un discorso che va ben oltre la “questione cattolica”, intesa come un capitolo della storia d’Italia che si dipana da Porta Pia fino alla Dc e oltre, e rinvia piuttosto al tema più profondo – tutt’altro che estraneo allo sconquasso a cui stiamo assistendo della finanza mondiale – del deficit etico delle nostre democrazie. Un deficit che il fattore religioso può contribuire a colmare a patto di superare la tentazione, in cui cadono credenti e non credenti, di usare la religione come un surrogato, un riempitivo del vuoto creato dal tramonto delle ideologie del Novecento. Sono invece convinta che una nuova laicità possa restituire chiarezza e nuovo senso al rapporto tra fede e politica.

Anche per questo non credo si possa archiviare o deviare il compito del cattolicesimo democratico, quel movimento che ha permesso di riconciliare i cattolici italiani – e in qualche modo anche la Chiesa – con la modernità e la democrazia. Grazie ai cattolici democratici la laicità si afferma come metodo della politica, e nella Costituzione il rapporto tra verità e libertà, valori e consenso permette di superare lo iato tra democrazia formale e democrazia sostanziale. La storia di questo movimento non coincide con quella della Dc, anche se ne ha incarnato le fasi più avanzate, le personalità più scomode e creative. E non è un caso se l’esperienza dell’Ulivo affonda le proprie radici nell’orizzonte culturale del cattolicesimo democratico. Oggi si tratta di capire come spendere questa eredità nel Pd per riconciliare i cattolici italiani con il bipolarismo e rendere nuovamente feconda la loro presenza per il futuro della democrazia.

Molte analisi sul risultato elettorale si sono concentrate sul voto cattolico. I cattolici, è stato detto, questa volta non hanno scelto in base all’appartenenza, hanno votato per tutti i partiti anche se in maniera predominante si sono riconosciuti nell’offerta di Berlusconi. Dobbiamo ancora capire le ragioni profonde di un voto che ha premiato la paura invece della speranza, l’apparenza invece della coerenza e che mai prima d’ora ha contribuito a spingere a destra l’asse politico del paese.

Non mi convince chi, come Tremonti e D’Alema cerca spiegazioni nel risveglio di uno spirito integralista che avrebbe fatto da collante intorno ai valori di Dio Patria a Famiglia. Nel dialogo sul peso delle religioni, insieme ad una non scontata ammissione che la fede non è confinabile alla dimensione privata, si avverte ancora la persistente difficoltà di una certa cultura laica a superare un’idea di religione come espressione di una sorta di “preistoria dell’umanità”, in conflitto con la libertà, la ragione, la scienza. E la Chiesa sembra apparire ancora come un potere che attenta alla modernità e alla laicità dello Stato.

E’ visibile in questa impostazione l’eco di una politica che tende a stabilire con le gerarchie un rapporto pattizio e guarda all’elettorato cattolico in modo opportunistico. Ma sbaglia anche chi, come Rutelli, immagina di agganciare quello stesso elettorato presentandosi come unico interlocutore affidabile delle gerarchie. Dopo la breve esperienza dei teodem, con cui ha separato i cattolici dai cattolici innestando nella Margherita un’enclave integralista, ora rilancia la vecchia tesi della trasversalità cattolica e sotto le insegne di una nuova associazione mette insieme Bobba, Casini e Lupi. La “moderna laicità” di Rutelli ha in realtà un volto vecchio, quello gentiloniano della strumentalità con cui spesso sono stati utilizzati i cattolici in operazioni politiche di stampo moderato.

Per il Pd, la ricerca di nuove alleanze politiche, necessaria a costruire l’alternativa al governo Berlusconi, esige di rafforzare e non snaturare il profilo ideale e programmatico del partito. Così, invece, si minano le ragioni fondative del Pd: dar vita a un partito nuovo, laico e plurale, capace di tenere insieme credenti e non credenti in un unico progetto di innovazione della politica e della democrazia.

Il cantiere democratico è ancora aperto. E i cattolici che hanno scommesso fin dal ’95 nell’Ulivo non possono farsi né da parte, coltivando formule alternative, né da un lato, dando vita all’ennesima corrente.

A cosa serve il richiamo all’identità su cui fanno leva gli ex popolari riuniti ad Assisi? Anche questa mi pare una scelta strumentale. Il richiamo alla cultura cattolico democratica, accreditando per giunta l’idea di averne il monopolio, diventa la credenziale per formare una corrente. Col risultato di farlo guardando al passato, a come eravamo, e non a come dobbiamo essere oggi, democratici e mescolati agli altri eventualmente in una corrente, ma in nome del progetto politico e non delle appartenenze. Di separatezza in separatezza il passo verso l’irrilevanza culturale, anche se mascherata dalla possibilità di contrattazione politica, è davvero breve.

La scelta non può che essere quella di tornare al progetto e alla proposta. Nel dna dei cattolici democratici ci sono la laicità dello Stato e la lotta alle ingiustizie e i temi su cui offrire il nostro contributo non mancano. Penso alla necessità di regolare il mercato e riaffermare il primato del lavoro umiliato dall’economia delle transazioni finanziarie. Alla qualità della democrazia, alla difesa della Costituzione e della legalità. La nostra laicità è la garanzia di una corretta distinzione dei poteri, contro gli strappi alle regole e la prevaricazione del Parlamento. Penso ad una nuova cittadinanza, aperta e accogliente anche verso gli stranieri.

L’intolleranza che la Lega e la destra alimentano, utilizzando in modo blasfemo il cristianesimo come un baluardo a difesa dell’identità italiana o più semplicemente veneta o lombarda, è un veleno che produce violenza e razzismo e non possiamo neutralizzarlo affidando le nostre ragioni solo agli editoriali dell’Osservatore romano e Famiglia cristiana. E penso alle sfide della bioetica, che ormai coinvolgono con mille contraddizioni e interrogativi la vita quotidiana di ognuno di noi. Non ha alcun senso contestare il diritto della Chiesa ad esprimersi, è invece molto più utile che credenti e non credenti imparino a confrontarsi, senza reciproche scomuniche, nella ricerca nel bene possibile, nella difesa della dignità e libertà della persona umana.

Basterebbe insomma riprendere con coraggio e speranza la lezione dei nostri maestri. Ricordo, tra tutti, gli ultimi che ci hanno lasciato, Pietro Scoppola e Leopoldo Elia. Una lezione di dialogo, contaminazione culturale, libertà intellettuale. Una lezione di nuova laicità.

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Settembre notizie

settembre 4, 2008

Agosto e l’estate sono archiviati… c’ha pensato il lavoro!

Io e la Lù abbiamo festeggiato alla grande 6 anni insieme: io a Torino e lei a Lucca (uffa)… e qualcuno ha detto “Una vita!”

Il 20 settembre… Daniele si sposa.

Massimo D’Alema cade dal canottino… e trova la scusa.

Riguardo al Partito Democratico, finalmente un sano pensiero… di Giovanni Bachelet.

La Gelmini, ministro dell’Istruzione, nel 2001 ha passato l’esame di abilitazione andando da Brescia a Reggio Calabria… perchè lì passavan tutti.

Arriva la stangata di settembre: bollette, scuola, prezzi ma… molto meglio ora!

La Parietti, 47 anni, si denuda e supplica Silvio di farla lavorare… è anche simpatico, confronto agli smidollati dei “compagni” di partito.

I giudici di Milano, riguardo al caso Unipol, chiedono al Parlamento di poter investigare su Nicola La Torre utilizzando le intercettazioni telefoniche… La Torre, esponente del Pd, si rimette alla volontà del Parlamento (ovvio).

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Quale Italia?

agosto 30, 2008

Durante la festa nazionale del Partito Democratico Rosy Bindi si è confrontata in un faccia a faccia con Antonio Di Pietro. Entrambi hanno riscosso successo ricevendo calorosi applausi dalla platea.

Chi lo dice a Walter?

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Direzione Nazionale del PD

luglio 15, 2008

La direzione nazionale del Pd dopo un paio di riunioni annunciate e poi annullate… oggi si riunisce a porte chiuse, forse a causa delle tante correnti presenti nel partito.

Dopo la batosta elettorale, Rutelli è resucitato e ha deciso di far resuscitare con lui anche Casini.
Qualcuno lo ha chiesto?

Qualche mese fa il Pd era un partito a vocazione maggioritaria, oggi D’Alema & c. spingono per una legge elettorale alla tedesca. Casini e l’Udc resuscita per la seconda volta, nel giro di pochi giorni, grazie a qualcuno del Pd. Qualcuno lo ha chiesto?

Le elezioni di aprile hanno consegnato l’Italia al Pdl. E il Pd ha visto la nascita di fondazioni, associazioni, correnti… che giurano di nascere per il bene del Pd. Chi ci crede?

Cala. Il consenso nei confronti del governo, ma anche il consenso nei confronti del Pd.

Infine l’indagine sulle presunte tangenti che travolge il governo della Regione Abruzzo.

Caro Pd, buona direzione nazionale.

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Vota Pd

aprile 11, 2008

Ultimo giorno di campagna elettorale ed intanto all’estero già si divertono. L’Economist oggi scrive “Return of the jester”.

Eppure la sorpresa è possibile.

Ieri a Milano, Walter Veltroni è stato accolto da 100.000 persone in piazza Duomo, ripetendo il successo di  NapoliBologna.

Sempre ieri il Pdl ha concluso la sua campagna elettorale di fronte a meno di 30.000 persone: semplicemente un flop per i leader della destra che, a casusa del nervosimo, se la prendono persino con Totti, sostenitore di Rutelli, dicendo “non ci stà con la testa!”.

Oggi il Pd conclude la campagna elettorale a Roma a Piazza del Popolo.

Intanto si allunga l’elenco dei sostenitori del Pd.

In Italia 450 artisti italiani hanno scelto di sostenere il progetto riformista del Pd: attori, musicisti, registi, sceneggiatori, cantanti, jazzisti, ballerini, scrittori, poeti… Da Harvard al Mit i ricercartori italiani all’estero scelgono il Pd.

Nanni Moretti annuncia che voterà Pd.

Jovanotti, ospite di Fiorello oggi a ‘Vivaradiodue’, conferma la sua presenza questa sera sul palco con Walter Veltroni, in piazza del Popolo a Roma, per la chiusura della campagna elettorale del Pd e lancia un appello al voto: “Andate a votare, la democrazia prima di tutto. Io ho visitato molti paesi dove non si vota, e si sta peggio…” .

Alcune personalità fanno outing: Andrea Camilleri, Salvatore Borsellino, Marco TravaglioPeter Gomez, Pino Corrias. Hanno deciso di andare a votare per contrastare la destra del Pdl.

Intanto Beppe Grillo annuncia la composizione di Camera e Senato pubblicando l’elenco dei futuri eletti. Secondo voi c’azzecca?

Ragazzi… tutti, con il corpo e la mente, a Piazza del Popolo … accorrete tutti con la maglia n.10 di Francesco Totti…  Sè po’ fa!

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Votiamo

aprile 9, 2008

“Noi democratici abbiamo intrapreso con convinzione un cammino di sintesi alta tra culture diverse. Ciascuno di noi è nel Partito Democratico con il proprio bagaglio di valori, che con il dialogo e l’ascolto reciproco riusciamo ad integrare. C’è molta più sapienza nell’incontrarsi che nello scontrarsi. Noi abbiamo scelto di costruire una strada diversa per affrontare i problemi del Paese: non più da barricate contrapposte, che come dimostra la storia recente di questo paese non producono alcun vantaggio nella vita reale, ma consapevoli che solo la disponibilità al dialogo con chi è portatore di valori diversi possa portare risultati. Nessuno di noi abbandona la sua storia e le sue idee: il Partito Democratico ha un progetto più ampio di società. Una società inclusiva che permetta a tutti di realizzare i propri progetti di vita sentendosi cittadini nel rispetto reciproco. Il nostro programma sui diritti civili e sulle questioni che riguardano la vita delle persone parla chiaro e tutti siamo impegnati ad attuarlo. Il PD non strumentalizza questi temi,che diventeranno atti concreti anche attraverso una coerente iniziativa ed un confronto parlamentare più ampio ed elevato possibile: è questa la sfida che attende tutti i democratici italiani. Noi questa sfida la vogliamo vincere. Perché un’Italia migliore si può fare.”

Emanuela Baio Dossi, Andrea Benedino, Rosy Bindi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Mauro Ceruti, Anna Paola Concia, Gianni Cuperlo, Mauro Del Vecchio, Giuseppe Fioroni, Francesco Saverio Garofani, Paolo Gentiloni, Marianna Madia, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Giulio Santagata, Ivan Scalfarotto, Livia Turco.

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