Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi’

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Notizia dell’ultima ora

maggio 6, 2009

«Buonasera, questa edizione del Fiorello Show andrà in onda in versione sobria per rispetto ai fatti di Arcore.

Noi non vogliamo unirci al coro degli altri programmi con commenti ironici o critici nei confronti dei coniugi Berlusconi… anzi, noi vogliamo rispettare la fine di un amore.

La fine di una coppia così discreta, riservata, che ha sempre tutelato la propria privacy… si parlavano come tutte le coppie del mondo: lei scriveva all’Ansa, lui rispondeva con una conferenza stampa… loro non hanno mai messo in piazza quello che succede tra le 508 mura di Arcore… e nulla, assolutamente nulla, faceva presagire la fine di quell’amore: lui sempre innamorato, magari non di lei ma sempre innamorato.

Lei, madre perfetta, lo attendeva per giorni e giorni, e giorni e giorni e giorni e giorni con i suoi bambini, in quella modesta villetta a schiera nel cuore della Brianza.

A nome della redazione del Fiorello Show, permettetemi un consiglio.

Caro Silvio, cara Veronica, mi raccomando: vogliatevi bene. In questi momenti c’è chi soffre: voi, i vostri figli, Sandro Bondi… ora dovrete affrontare anche il doloroso problema della separazione di quei pochi beni che permetteranno ai vostri figli un modesto ma onorevole futuro… cercate di farlo in modo sereno e pacifico e con la riservatezza che vi ha sempre distinti.

Ci piace immaginarvi ad Arcore seduti al tavolo di cucina che vi spartite fraternamente le vostre poche cose.

Scusate – interruzione- è arrivata un’Ansa.

Ecco, abbiamo in anteprima esclusiva il documento della divisione dei beni tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi.

A Veronica rimane l’Umbria, il Regno delle due Sicilie e un terzo continente a scelta. Inoltre a lei va la custodia del trofeo Mitropa Cup, dei Telegatti e dell’opera omnia di Apicella.

Sandro Bondi verrà affidato a Veronica, con la possibilità di visita da parte di Silvio ogni due weekend.

A Silvio rimane quel poco che resta. Ma si sa, nelle separazioni sono sempre gli uomini ad avere la peggio».
(Fiorello Show, 6 maggio 2009, Sky)

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Ottimismo

novembre 25, 2008

“I consumatori oggi sono gli arbitri della situazione. Per le banche e le imprese non cambia nulla ma se le famiglie cambiano i loro stili di vita e si fanno prendere dall’atmosfera di catastrofe diffusa dalla sinistra e dai loro giornali, allora si ridurranno i consumi e veramente ci sara’ la crisi”.

Silvio Berlusconi durante un comizio a Montesilvano torna a chiedere fiducia e ottimismo: “La profondita’ della crisi sara’ determinata dai cittadini”, osserva il premier. (AGI)

Insomma… nonostante le settimane di cassa integrazione… ottimismo gente, ottimismo!

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Nuova generazione di laici cristiani impegnati

settembre 6, 2008

In Sardegna, difronte ad alcune decine di migliaia di persone, il Papa ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare ad “essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica” che – ha sottolineato – “necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”.

I vari Tg nazionali hanno aperto le loro edizioni con questa notizia arricchendola con le “massime” del premier Berlusconi.

Ma cosa intendeva il Santo Padre?

Domani, come sempre, in tanti si sentiranno chiamati a dare interpretazioni… di parte. Anzi! Hanno già cominciato oggi.

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Uomini e quaquaraquà

agosto 29, 2008

A seguito delle intercettazioni pubblicate su Panorama,riguardanti Romano Prodi, spunta l’immediata solidarietà di Silvio Berlusconi: “La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà non è che l’ennesima ripetizione di un copione già visto. E’ grave che ciò accada e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali”.

Romano Prodi, che già aveva definito irrilevante il contenuto delle telefonate intercettate, risponde a stretto giro all’attuale inqulino di Palazzo Chigi: “Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama, non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse la tentazione di dare vita nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è dimostrato indispensabile per portare alla luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho poi alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche”.

Un’altra prova che… ci sono uomini, ometti e quaquaraquà.

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Sagge parole

giugno 19, 2008

“Caro presidente, nell’interesse del nostro popolo, faccia un grosso sacrificio e affronti la sofferenza di una procedura dove penso che le sue dichiarazioni e l’appoggio dei suoi avvocati possano giungere a una soluzione di verità. Il servizio alla cosa pubblica molte volte porta a pagare un prezzo elevato, ma questo è infinitamente più meritorio che assumersi la paternità di una rottura e far precipitare il Paese in uno scontro di cui non si comprenderebbe l’esito”.

Leggi l’articolo:
Scalfaro sfida il premier: si presenti ai giudici
Deve superare il «complesso dell’imputato»

Marzio Breda – Corriere della Sera 19-06-2008

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Caimano

giugno 18, 2008

Ecco la lettera che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato ieri al presidente del Senato Renato Schifani. Il testo è stato diffuso da Palazzo Chigi.

“Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto ‘decreto sicurezza’ un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali. I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria. Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare. Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale. Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale. La informo quindi che proporrò al Consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato. Cordialmente, Silvio Berlusconi”.

Riporto, condividendolo, il post pubblicato ieri su Wittgenstein

La goccia, e il vaso traboccato
Io lo so che i simboli contano più di quanto non contino per me, che tendo spesso ad essere eccessivamente pragmatico e concreto. E però a me sta un po’ sulle palle che a eccitare l’indignazione della sinistra, e le proteste definitive e minacciose dei suoi leader, sia stata l’eventualità di una legge che impedisce di processare il primo ministro, e non la ventilata abolizione della legge Gozzini, la stretta incivile sugli immigrati o l’affossamento di ogni disciplina e progetto sul sistema dell’informazione.
A me sta sulle palle che l’unica cosa su cui non si tratta sia la speranza di una condanna per Berlusconi, mentre si può dialogare sulle condanne per tutti quanti noialtri. A me sta sulle palle che delle piccole élites privilegiate predichino lo scandalo di una legge ad personam, trascurando il fatto che tutte le altre leggi colpiscono personam di cui si disinteressano.
E mi chiedo dove sia finito quel “capire gli interessi della gente”, se si pensa che agli elettori che in massa hanno votato Berlusconi interessi davvero la sua condannibilità piuttosto che mille altre cose che colpiscono le loro tasche e le loro vite. Con l’eccezione di quelli così allenati all’indignazione antiberlusconiana da essere disposti a far mettere in galera i clandestini a centinaia purché si mantenga una speranza che in galera ci vada anche Berlusconi.
Mettetevelo in testa: le elezioni le abbiamo perse, e le ha vinte un centrodestra pessimo e guidato da uno come Berlusconi. Se volevate un paese fatto a misura della sinistra, lo educavate meglio e vincevate le elezioni. Adesso sembriamo i tifosi della nazionale che protestano se l’Olanda fa il biscotto. Le abbiamo perse, e ora cerchiamo di stabilire delle priorità: tra le mie – e quella di moti altri- la processabilità del primo ministro non è la prima.

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Alitalia

aprile 23, 2008

Propongo alcuni quesiti…

Quale altro paese occidentale, oltre l’Italia, sarebbe pronto a mettere migliaia di lavoratori, aerei, torri radar, aeroporti e soldi nelle mani della compagnia aerea russa?

Oggi il futuro Presidente del Consiglio ha  dichiarato“Ci sara’ una dolorosa riduzione del numero degli addetti”. Cosa penseranno i lavoratori che hanno manifestato a fianco di Castelli, Maroni, Formigoni contro l’accordo con Air France?

A voi il testo di Antonio V. Gelormini pubblicato oggi:

E adesso la frittata è fatta. L’uovo si è rotto e ricomporlo non è mai riuscito ad alcuno. Air France-Klm, stanchi e sfiancati, hanno gettato la spugna. Deciso di farla finita con l’interminabile manovra di avvicinamento ad Alitalia ed hanno detto: “Basta. Adesso, se ne siete capaci, volate pure da soli. Stupiteci”.

Adesso si vedrà quanto lunghe siano le gambe di una cordata fantasma, più volte annunciata da Silvio Berlusconi, ma mai materializzatasi né all’orizzonte dei mercati borsistici, né sugli schermi radar degli istituti finanziari internazionali. Dichiarazioni d’intenti e disponibilità a rientrare nel “gioco delle parti” tantissime, impegni concreti, oltre quelli dei franco-olandesi, nessuno.

Con zampe corte, peso eccessivo e andatura goffa, mai gallina può dire di essere riuscita a prendere il volo. Nemmeno quelle più nobili dalle uova d’oro. Per volare, le zampe lunghe degli aironi, delle cicogne e dei fenicotteri sono senza dubbio più adatte. Soprattutto quando il decollo deve vincere gli affondi melmosi di una palude debitoria, che moltiplica all’inverosimile gli sforzi liberatori da un magnetismo gravitazionale di un milione di euro  al giorno.

Adesso, con Alitalia in piena crisi fallimentare, si continui a voler costringerla a mantenere fede al proposito (estorto?) di fare di Malpensa  l’hub  di un Nord Italia da vacche sazie e fienili stracolmi. Si continui a voler costringere i passeggeri a volare da Malpensa, senza toccare il traffico degli scali di Linate, Orio al Serio o Brescia. Si continui a voler essere paladini dell’identità nazionale con i soldi degli italiani, ma a rivendicare il federalismo fiscale quando il cestino della questua, per salvare la Compagnia di bandiera, arriva al proprio banco.

Aeroflot, Lufthansa, Air One, Banca Intesa, semplici sottoscrittori o finanzieri misteriosi è il momento di dimostrare di avere le gambe lunghe e di correre. Magari sbattendo forte, molte forte, le ali. Altrimenti la notizia dell’altezza effettiva del tre volte Presidente del Consiglio, checché ne dica il diretto interessato, farà il giro del mondo. E scoprire di avere un Cavaliere dal cavallo basso non allevierà, certo, la drammatica situazione di una società, e di migliaia di dipendenti, con l’ormai classico: “culo per terra”.

P.S.: Lettera di 2.300 dipendenti Alitalia

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